20 volte grazie... Space Jam

a cura di Vincenzo Ruggiero (La Pagina del Cestista)

Ci sono partite, giocatori e storie che ci possono cambiare la vita, nel caso di Space Jam tutto ciò può farlo anche un film.
Perché Space Jam è molto più di un film, ci ha fatto ridere e ci ha fatto emozionare, ci ha fatto ammirare un uomo che poteva fare di tutto (MJ) e ci ha lasciati la canzone che ogni cestista conosce (I Believe I Can Fly di R. Kelly).
Sono passati esattamente 20 anni dalla prima uscita nelle sale, e alla fine nulla è cambiato, ogni volta è come la prima.
Tutto inizia dalla scena più commovente del film, un giovane Michael Jordan rimane a tirare al canestro di casa fino a tarda serata, tanto da svegliare il padre che dormiva. Questa scena fa capire due cose, la dedizione del piccolo Michael e la sua voglia di volare, tanto che probabilmente la frase più famosa è del padre che dice: “e dopo tutto questo cosa altro vuoi fare, volare?” Mmm… diciamo che ci aveva visto giusto.
Poi ci sono i Looney Tunes, vi dico la verità, credo che Bugs Bunny e Daffy Duck siano due dei migliori personaggi nel loro genere, ovvero il cartoon.
Potrei guardarli anche a 40 anni e mi farebbero ridere lo stesso.
ALLERTA SPOILER – Vi ricordo che Bugs Bunny ha ricoperto un ruolo fondamentale nella vittoria, prima inventandosi la storia della “formula segreta di Michael” e poi con la rubata più bella di sempre (quella sul motorino per intenderci).
Le colonne sonore scelte per questo film sono impeccabili, vi consiglio di ascoltarle tutte.
C’è anche la parte romantica, credo che tutti hanno fatto il tifo per Bugs Bunny quando provava in ogni maniera a fare colpo su Lola Bunny.
Un film che ci ha fatto venire anche tanti dubbi, infatti molti si sono detti: “bene Pat Ewing, ancora meglio Sir Charles, ok Bogues e Johnson, ma Bradley… perché?”
Cos dire di Michael Jordan invece? Non può essere umano, favoloso anche nel ruolo di attore protagonista. C’è anche da dire che la Warner Bros ha scelto proprio la persona giusta… sai che novità.
Solo un giocatore poteva far sembrare “quasi normale” la scena del canestro sulla sirena, è quello era proprio His Airness. MJ, un uomo così irreale, che calzava a pennello per questa parte.
E anche in questa cosa sono stati perfetti, chi era il “Pippen della situazione” nei secondi finali? Era Bill Murray, uno come noi, che cambia gli scenari della partita.
Lui invece, così umano, tanto da essere stremato dopo pochi secondi di partita, come per dire: “ragazzi, tranquilli. La vita è così, basta cogliere l’attimo e avrai la tua gloria.” Poi il discorso con Larry è storia, anche perché Bird recitava per modo di dire, alla fine era sempre se stesso.
Ed infine ci sono dei personaggi troppo sottovalutati a mio parere:
Stan Podolak: l’autore del circus shot più difficile di sempre;
L’alieno blu: quando ripeteva “siamo già arrivati?” ridevo senza motivo;
Bertie: storica la sua presentazione delle squadre (doppiato dal grande Sandro Ciotti).
Ogni particolare è stato curato nel minimo dettaglio, e questo ha fatto di Space Jam uno dei migliori film nel suo genere.
Come detto in precedenza, oggi sono 20 anni dalla sua uscita nelle sale, e per questo ho deciso di fare qualcosa di diverso… rivederlo per la ventesima volta.

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