Angelo Gigli a yerukala: "Orgoglio di essere capitano. Possiamo giocarcela contro tutti"

Angelo Gigli non ha bisogno certo di presentazioni.

Cresciuto (ed esploso) cestisticamente nella Palalcanestro Reggiana, ha calcato parquet importanti come quelli di Treviso, Virtus Bolgona e Olimpia Milano.

Dopo quest’ultima esperienza è approdato a Ferentino della quale ne è anche il capitano.

yerukala.net lo ha raggiunto per parlare delle sue esperienze passate, dello stato di salute del basket nostrano e della nuova avventura targata Ferentino.

 

 

 

Tre belle stagioni a Roma. Ora la affronti da avversaria. E’ sempre un’emozione speciale trovarsela contro nonostante siano passati degli anni?

<<Certo! Fa sempre piacere incontrarla. Ovviamente ogni volta darò sempre il massimo per batterla ma è sempre bello ritrovare i miei vecchi amici.>>

 

 

 

Tra i vostri ultimi trascorsi ricordiamo la breve parentesi Reggiana dove comunque siete riuscito a vincere l’Eurochallenge. Da allora la Grissin Bon si è confermata come club di vertice. Che idea vi siete fatti del loro sistema basato tanto sugli italiani?

<<Purtroppo la gente se ne è accorta soltanto negli ultimi tempi ma, Reggio Emilia, ha sempre puntato molto sugli italiani. Italiani non presi solo dalle altre squadre ma anche quelli del vivaio.

Io stesso sono arrivato nella Reggiana passando per la Juniores e l’Under 20.

Finalmente adesso sta raccogliendo i frutti diventando un punto di riferimento per il nostro basket.>>

 

 

 

Non possiamo a questo punto parlare dell’Olimpia Milano. Alla fine, dopo tante stagioni funeste, sembra essere riuscita a trovare la quadratura del cerchio…

<<Era ora. Negli ultimi anni hanno davvero speso molto e raccolto poco. Armani di sforzi ne ha fatti parecchi a livello economico. Oltre che in campionato sembrano essere partiti bene anche in Europa, nonostante la sconfitta con l’Olympiakos. Del resto siamo rappresentati nelle competizioni continentali dall’Olimpia e dunque da loro passa la figura italiana.>>

 

 

 

Tornando sul capitolo Roma, nel recente passato si è trovata a far fronte a numerose difficoltà tra cui la retrocessione in A2.

Dall’alto della vostra esperienza, qual è per voi il problema principale del basket italiano?

<<Non è solo uno. Ci sono tanti problemi che, messi insieme, hanno generato questa situazione. Sicuramente quello principale è la mancanza di soldi. Non ne girano più come una volta. Prima l’Italia era un punto di riferimento per l’Europa con squadre che arrivavano fino alle Final Four. Adesso no.

Mancano gli investitori e tante società preferiscono affidarsi anche a delle cordate. Onore e merito ai presidenti che, tra mille sforzi, riescono ad andare avanti. Spero che ormai il peggio sia passato e che si possa tornare ad avere più squadre in Eurolega. Magari torneremo ai fasti di un tempo…>>

 

 

 

Quest’anno avete ricevuto una investitura importante ovvero quella di capitano. Come vivi questo ruolo e quali sono, secondo voi, i giovani da tenere maggiormente sottocchio?

<<Ovviamente sono molto orgoglioso del fatto di essere stato scelto come capitano e di questo ringrazio la società e i compagni. Cerco di essere un esempio per tutti visto che sono anche quello con più esperienza.

I giovani interessanti sono tanti come ad esempio Benvenuti e Imbrò. Oppure come lo stesso Gilbert che è alla sua prima esperienza dopo il college e che ha un potenziale davvero alto.

Questo è dovuto anche al fatto che, visto l’ambiente che c’è a Ferentino, anche i più giovani si prendono molte responsabilità giocando quasi come dei veterani.>>

 

 

 

In squadra hai ritrovato Matteo Imbrò dopo l’esperienza alla Virtus. Quanto è migliorato e dove pensi possa arrivare?

<<Davvero un ottimo giocatore. E’ migliorato tantissimo: letture, passaggo, capire il gioco. E può migliorare ancora molto. Questo è davvero l’ambiente adatto a lui poichè può giocare tanti minuti ed avere altrettante responsabilità. Spero davvero che continui così. Non so dove possa arrivare, la cosa importante è non cercare di fare il salto più lungo della gamba.>>

 

 

 

 

Il nuovo ciclo di Ferentino, che è coinciso con il vostro arrivo, sembra stia dando i frutti sperati. Quali obbiettivi vi ponete per questa stagione?

<<Sono stati fatti degli enormi sforzi per essere competitivi. Abbiamo tutto ciò che ci serve per poter far bene: un mix perfetto di giovani e veterani.

Dove possiamo arrivare non loso ma per prima cosa dobbiamo cercare di capire quali saranno i nostri avversari. Il problema della A2 è che, mentre le squadre attrezzate per vincere sono tante, solo una può puntare alla promozione. Sono almeno 7/8 le compagini pronte a salire in A e, magari noi non saremo tra le prime quattro, ma di sicuro siamo lì dietro a giocarsela. Il nostro desiderio è soprattutto di poter dire la nostro contro tutti.

L’anno scorso abbiamo fatto bene ma ci siamo fermati bruscamente sul più bello. Questa volta vogliamo fare anche meglio.>>

 

 

 

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About The Author

Mirko Pellecchia Nato e cresciuto ad Avellino. Studente, amo la pallacanestro in ogni sua forma essendo essa metafora della vita.