Basket Bellizzi, intervista a Marco Di Mauro

A poco più di una settimana dall’esordio stagionale del Basket Bellizzi in serie C, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con capitan Di Mauro


Fervono i preparativi in casa Basket Bellizzi per la nuova stagione ormai alle porte.

Il sodalizio caro al patron Nicola Pellegrino, dopo la cavalcata trionfale dello scorso anno conclusa con la meritatissima promozione in serie C Silver, non ha lasciato certo le cose al caso e, in virtù di una offseason da protagonista, si candida a recitare un ruolo di primo piano anche nel corso dell’ormai imminente inizio di campionato.

Al PalaBerlinguer, grazie anche al sagace lavoro del gm Fabio Scannapieco, sono arrivate facce nuove.

Si tratta di giocatori dal pedigree di indubbio valore (si pensi, ad esempio, all’aggiunta di Gerardo Esposito, ex Battipaglia), giovani di notevolissime speranze (ancora da Battipaglia, Fabrizio Trapani) e sogni di una notte di mezza estate divenuti, poi, meravigliose certezze (Milan Dondur, direttamente dalla B tedesca).

Ai nuovi arrivati, si affiancano, inoltre, facce ben note al pubblico gialloblù.

La società, infatti, non lascia, anzi, raddoppia, ma lo fa ripartendo da incrollabili certezze: mantenere saldo lo zoccolo duro che, in gergo cestistico, tende a significare riconferma per i protagonisti dell’impresa dello scorso anno.

Tra questi non poteva certamente mancare il capitano del Basket Bellizzi, quel Marco Di Mauro autentico leader dentro e fuori il rettangolo di gioco.

Un punto di riferimento per tutti, capace, in virtù del suo cristallino talento che ormai da anni risplende sui parquet dell’intera Campania e non solo, di ergersi a punto di riferimento di un gruppo – quello ottimamente gestito da coach Pierluigi Orlando – che punta a fare grandi cose quest’anno proprio come in quello appena passato in rassegna.

Proprio con lui abbiamo avuto il piacere di confrontarci su molti interessanti argomenti, partendo dalle emozioni dell’impresa dello scorso anno alle sensazioni per quello che sarà nell’immediato, ovvero, a partire dal primo match di settimana prossima sul campo del .

L’intervista

E’ ai nastri di partenza una nuova entusiasmante stagione. Il Basket Bellizzi si appresta a disputare il prossimo campionato di serie C Silver dopo una cavalcata, quella dello scorso anno, che vi ha visti protagonisti assoluti in serie D. A distanza di qualche mese, quali sensazioni ha lasciato in te e nei tuoi compagni che fanno ancora parte di questo gruppo la splendida avventura conclusasi trionfalmente qualche mese fa? E’ da quell’entusiasmo che occorre ripartire anche in C?  

«La promozione dell’anno passato ci ha lasciato tanto entusiasmo e ricordi meravigliosi. Indubbiamente, ripartiamo da lì.

Abbiamo creato un grandissimo gruppo nella scorsa stagione. Un blocco unico capace di aggiudicarsi la vittoria del campionato, in virtù di un lavoro straordinario. 

Basket Bellizzi
Marco Di Mauro in azione

Sapevamo dall’inizio, infatti, che se si fosse creato un gruppo forte e coeso, sarebbero arrivate tutte quelle vittorie che, alla fine, sono giunte puntuali.

Dunque, per rispondere alla domanda, ripartiamo decisamente da lì. Da quel successo, da quell’entusiasmo e da quel gruppo.

Dovremo, poi, essere bravi noi riconfermati a favorire al meglio l’inserimento di tutti i nuovi arrivati. Siamo un mix davvero interessante, un gruppo “vero” composto da giocatori giovani ed altri più esperti.

Tutti insieme siamo chiamati a crescere, allenamento dopo allenamento e partita dopo partita, al fine di diventare sempre più competitivi.»

 

 

 

Dall’alto della tua esperienza, quali sono le principali difficoltà del campionato ormai alle porte?

«Avendo avuto la fortuna di aver giocato anche a livelli più elevati, sono sufficientemente certo che le difficoltà siano quanto mai variegate.

Tuttavia, al di là di esse, è fondamentale e prioritario il nostro approccio al lavoro che, settimana dopo settimana, siamo chiamati a svolgere in palestra.

Dobbiamo essere bravi a creare una giusta amalgama all’interno del gruppo, seguire le direttive dello staff tecnico e stabilire immediatamente un feeling reciproco importante. Se si crea un gruppo forte dentro e fuori lo spogliatoio, riusciremo a fare grandi cose.

E’ questo il segreto: aiutarsi l’un l’altro dentro e fuori il rettangolo di gioco, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Credo che partire da questo aspetto, soprattutto per un gruppo particolare come il nostro che ha conservato uno zoccolo duro significativo pur avendo aggiunto nuove pedine importanti, sia un passaggio obbligato da compiere.

In questi due mesi di preparazione, d’altra parte, devo dire che ho avuto sensazioni molto positive. Si percepisce che siamo un buon organico e vogliamo, tutti insieme, rendere ancora più concrete queste percezioni da offseason.»

Lo scorso anno, proprio qui a Bellizzi, si utilizzava spesso il termine “famiglia” in relazione all’unità di intenti e all’atmosfera che si respirava dentro e fuori lo spogliatoio del PalaBerlinguer. Non si trattava di un luogo comune o di un semplice hashtag. C’era effettivamente qualcosa di magico? Ed è questo concetto un riferimento fondamentale cui dovrete appellarvi anche nel corso della stagione ormai alle porte?

«Assolutamente sì. Non c’era e non c’è nulla di retorico nella compattezza di questo gruppo e di questa società, questo posso confermarlo.  

Basket Bellizzi
Il gruppo del Basket Bellizzi, stagione 2016-2017

Quando abbiamo iniziato, lo scorso 21 agosto, il presidente Pellegrino ci ha invitato a continuare a vivere come all’interno della grande famiglia che avevamo costruito nella stagione scorsa. La famiglia del Basket Bellizzi, appunto.

Vogliamo e dobbiamo continuare a ragionare come un blocco granitico che non si sfalda mai, neppure nei momenti più complessi. Procediamo uniti con un solo obiettivo da raggiungere tutti insieme.

Quindi, dobbiamo continuare ad essere una grande famiglia che lavora duramente in settimana in palestra e che mette in mostra i frutti di quel lavoro ogni domenica sul rettangolo di gioco.»

Parlando proprio della prossima serie C, quali ritieni siano le squadre meglio attrezzate e, di conseguenza, chiamate a far bene nel corso della stagione che sta per iniziare? E quali, inoltre, le principali outsiders?

«Innanzitutto, parto col dire che ritengo questo campionato di C davvero di buon livello. Ci sono quattro o cinque compagini ben attrezzate e superiori alla media.

La favorita numero uno credo sia Maddaloni, che parte davanti a tutte. Si tratta di una squadra esperta con giocatori rodati ed abituati a giocare insieme. Forse, sono un po’ corti dalla panchina, ma cinque o sei giocatori tra le loro fila sono abituati a questi e ben più prestigiosi palcoscenici.

Un’altra ottima compagine da tenere d’occhio è, senza dubbio, San Nicola Cedri, ovvero, la nostra prima avversaria in campionato. Il loro front-office si è assicurato le prestazioni di un paio di giocatori davvero straordinari, su tutti, Linton Johnson.

Devo dire, tuttavia, che tra le prime tre o quattro forze di questo campionato, a mio modestissimo avviso, ci siamo anche noi. Non mi nascondo, è qualcosa che non mi appartiene.

Poi, ovviamente, vi sono altre validissime squadre, come ad esempio la stessa Angri.

In generale, sono certo che sarà un campionato equilibrato, all’interno del quale ognuno potrà dire la sua perché un po’ tutte le squadre hanno cercato di aggiungere tasselli importanti ai propri roster.

Ragion per cui, sarà sicuramente un campionato tanto complesso quanto divertente.»

La società gialloblu’, con a capo il patron Nicola Pellegrino, grazie anche alla sapiente mano del general manager Fabio Scannapieco, si è profusa in importanti sforzi economici al fine di costruire un roster solido ed in grado di ben figurare in questa categoria. Importanti riconferme e volti nuovi: da Trapani ad Esposito passando per il crack Dondur. Qual’è il tuo giudizio sull’operato della società?  

Basket Bellizzi
Il patron Nicola Pellegrino e il nuovo arrivato in casa Bellizzi, Milan Dondur

«Credo che il presidente voglia fare davvero grandi cose qui a Bellizzi e le ultime due stagioni ne sono la perfetta cartina tornasole.

L’anno scorso in particolare siamo arrivati in palestra con la ferma consapevolezza di dover fare qualcosa di significativo cercando, in primis, di creare una famiglia e, in secondo luogo, di vincere. E quest’anno puntiamo ad altri importanti traguardi.

In questi ultimi tre anni in special modo, il Basket Bellizzi ha dimostrato di essere una grandissima società, una fantastica famiglia dove, anno dopo anno, si cerca sempre di migliorare.

Quest’anno, ad esempio, per quanto concerne il mercato, sono arrivati due ragazzi giovani che ritengo possano fare davvero bene alla nostra causa. Parlo, ovviamente, di Trapani e Ferrigno, due ottimi under che non credo le altre compagini iscritte al campionato possano vantare.

Inoltre, la società ha inserito un giocatore del calibro di Dondur, autentico fattore.

E poi c’è Esposito, giocatore che tutti conosciamo per il suo talento cristallino e l’esperienza che, nel suo caso, fa rima con il pedigree da vincente che lo contraddistingue.

Un mix di giocatori, insomma, davvero esplosivo che può dire la sua nel campionato ormai alle porte.»

Tra i nuovi arrivati in casa Basket Bellizzi, si diceva poco fa proprio di Milan Dondur, profilo estremamente interessante che la società seguiva da tempo e che quest’anno vestirà i colori gialloblu’. Di che giocatore si tratta e che sensazioni hai avuto dai primi allenamenti che avete svolto insieme?

«Dondur è un giocatore strepitoso che può fare davvero tutto in mezzo al campo. Può giocare sia da quattro che da cinque.

Mi ha letteralmente impressionato giorno dopo giorno. E’ incredibile la crescita che ha avuto e che continua ad avere, allenamento dopo allenamento.

E’ già diventato un vero e proprio leader, un punto di riferimento per l’intero gruppo. E’ un duro, non si arrende mai. Si allena sempre con incredibile dedizione e vuole continuamente mettersi in gioco.

Non ha paura di nulla ed è sempre il primo ad arrivare in palestra e l’ultimo ad andarsene.

Ritengo sia uno dei migliori quattro o cinque giocatori di questa categoria. »

Con le nuove armi a vostra disposizione, in cosa sarete diversi rispetto allo scorso anno dal punto di vista tecnico-tattico?

«Quest’anno, a differenza della scorsa stagione, possiamo ruotare anche in dieci. Questo è un vantaggio molto importante.

Abbiamo acquisito tanta esperienza con Esposito ed incredibile qualità con gli arrivi dei già citati Trapani e Dondur.

Quindi, direi che non ci manca davvero nulla.

Dobbiamo solo iniziare a giocare e capire dove possiamo e vogliamo realmente arrivare come squadra.»

Quali sono i tuoi obiettivi individuali alla vigilia dell’inizio ufficiale della nuova stagione agonistica?

«Per quanto concerne gli obiettivi individuali, devo ammettere che già essere qui ed avere l’opportunità di disputare la serie C con questi colori è un grande privilegio.

Aver vinto il campionato lo scorso anno, poi, è stato qualcosa di incredibile, un’emozione che nessuno potrà mai portarmi via. Era un traguardo, infatti, che insieme al gm Fabio Scannapieco ci eravamo prefissati di raggiungere e siamo stati in grado di prestar fede a quell’impegno.

Gli obiettivi per la nuova stagione restano, dunque, i medesimi: cercare di dare sempre qualcosa in più, nonostante l’età che avanza, soprattutto ai più giovani affinché la crescita del gruppo possa dirsi davvero compiuta a largo spettro.

Voglio aiutare ed incitare i miei compagni di squadra, sul campo e non solo, soprattutto nei momenti più bui.»

Il precampionato è ormai agli sgoccioli e, di riflesso, la nuova stagione sta per iniziare. Il calendario prevede per voi il primo impegno stagionale sull’ostico parquet del San Nicola Basket Cedri. Un esordio decisamente complesso. Che partita sarà e cosa dovrete fare in campo per aver ragione di un avversario arcigno?

«Il nostro inizio di stagione, in effetti, non è propriamente dei più agevoli. San Nicola Basket Cedri è una compagine di indubbia qualità. Hanno inserito un campione del calibro di Linton Johnson, un autentico crack per la categoria. Inoltre, possono contare su un gruppo estremamente compatto e di gran caratura in tutti i suoi effettivi.

Possono vantare, come dicevo, un roster molto profondo, il che li mette nelle condizioni di poter far bene ed arrivare fino in fondo.

Dal canto nostro, andiamo lì per giocare una partita disciplinata con l’auspicio di massimizzare, in termini di risultato, quello che abbiamo fatto in questi due estenuanti mesi di lavoro.»

Per concludere, quanto sarà importante il fattore campo nel corso di questa stagione e, cosa forse ancor più importante, che valore ha la consapevolezza di poter contare sul supporto del vostro incrollabile sesto uomo?

«Siamo un gruppo fortunato perché possiamo contare sull’entusiasmo di un pubblico assolutamente straordinario, il che, devo ammettere, raramente fa rima con la cultura cestistica campana.

Il prossimo campionato si caratterizzerà per trasferte quanto mai improbe e campi caldi un po’ ovunque.

Ragion per cui sarà impresa ardua per molti fare bottino pieno in trasferta.

Dal canto nostro, l’obiettivo resta lo stesso dello scorso anno, ovvero, rendere il PalaBerlinguer un fortino inespugnabile.

Per fare questo, è evidente che abbiamo bisogno dei nostri supporters.

Il valore del sesto uomo è fondamentale, lo sappiamo bene. E noi abbiamo la consapevolezza di poter contare sulla nostra gente che, ne sono certo, non ci farà mai mancare il suo calore.»

 

 

 

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About The Author

Carmine Lione Carmine Lione è uno scrittore e giornalista freelance, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Attualmente iscritto al Corso di Laurea in “Lingue e Culture Straniere” presso l'Ateneo di cui sopra, ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui zerottonove.it. Ha ricoperto l'incarico di Capo Addetto Stampa della società cestistica Polisportiva Battipagliese ed attualmente presta la sua voce per le telecronache del Basket Bellizzi in onda su LiraTv e del Salernum Baronissi per l'emittente SeiTv. Per quanto concerne la scrittura, nel corso della sua esperienza artistica, ha pubblicato due opere: “Tempi Moderni”, raccolta di racconti edita dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo e “Luce al neon”, primo romanzo autopubblicato.