Basket Saviano, intervista a Gianmarco Nocera

Il campionato di Serie D campano sta raccontando l’incredibile favola del Basket Saviano, protagonista di un grande inizio di stagione ed in vetta al girone B con tre vittorie in altrettante gare disputate. Il leader di questo gruppo si chiama Gianmarco Nocera e sta letteralmente trascinando i suoi con numeri impressionanti. Saviano vuole e può continuare a sognare


Il fascino della pallacanestro è anche questo: essere in grado di stupire, meravigliare, sorprendere attraverso il racconto di vere e proprie favole tali da conquistare l’attenzione di tutti.

Non importa a quale latitudine si osservi il fenomeno perché il basket sa regalare emozioni ai suoi “cultori” al di là del prestigio del palcoscenico in cui esso viene espresso.

E a proposito di emozioni, in queste prime tre uscite stagionali del campionato di Serie D campano c’è una piazza – su tutte – che si sta rendendo protagonista di una storia degna di essere raccontata.

Tre vittorie su altrettante gare disputate, un inizio di stagione assolutamente dirompente, in grado di stupire tutti ed autorizzare sogni non più di una notte di mezza estate.

Il Basket Saviano, in questi primi centoventicinque minuti ufficiali (nella “corrida” di Cava de’ Tirreni è stato necessario l’overtime perché l’upset agli Eagles fosse servito), si è guadagnato sul campo enorme rispetto da parte di avversari ed addetti ai lavori.

I sono riusciti in ciò grazie all’impegno costante in palestra perché, alla fine dei conti, è sempre il lavoro a fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Un gruppo che fa dalla fase offensiva il suo punto di forza (miglior attacco non solo del gruppo B ma dell’intero campionato di serie D), costruito con la propensione all’up tempo, ottimamente allenato da coach Antonio Cremato e con a disposizione un gruppo di giocatori estremamente interessante.

Da Calcavecchia (eroe dell’ultimo match sul parquet di Cava) a Cirillo passando per l’assoluto mattatore del campionato di Serie D.

Basterebbero i numeri individuali fatti registrare in questo inizio di stagione per far strabuzzare gli occhi davvero a tutti: 36.7 punti di media a partita (40 nell’esordio casalingo con la Virtus Scafati, 33 a Roccarainola e 37 domenica in terra cavese), un contributo totale in ogni parte del campo e la leadership riconosciuta all’interno di un gruppo che, con lui ed attraverso lui, vuole e può far sognare la comunità savianese.

Stiamo parlando di Gianmarco Nocera con cui, nel corso della settimana, abbiamo avuto modo di commentare non solo la favola del Basket Saviano ma anche una primissima parte di stagione che, a livello personale, lo pone evidentemente come personaggio copertina dell’intero campionato di serie D.

L’intervista a Gianmarco Nocera

Partiamo dall’ultima incredibile vittoria del Basket Saviano, capace di imporsi sul parquet di Cava de’ Tirreni, compagine attrezzata per fare grandi cose nel corso di questa stagione. Il match è stato davvero emozionante, sembrava impossibile, eppure, siete stati capaci di riacciuffare la partita nei minuti finali, portarla all’overtime e vincere ancora. Quali sensazioni ha lasciato in te e nel gruppo il match di domenica?

«E’ stata una partita estremamente intensa, giocata da due ottime squadre che si sono date battaglia per quarantacinque minuti, rispondendo colpo su colpo e rifiutando di alzare bandiera bianca. Dal punto di vista psicologico, è stato davvero stressante perché loro sono un ottima squadra e, nel corso dei quaranta minuti regolari, ogni volta che provavamo ad avvicinarci giungeva sempre puntuale la risposta di un avversario davvero di buonissimo livello.

Nei minuti finali di gara, siamo stati bravi a credere in noi stessi, non mollare un centimetro e fidarci dei nostri mezzi. Arrivati all’overtime, forse, loro hanno commesso l’errore di fidarsi eccessivamente del loro tiro che, tuttavia, nella prima parte di gara è stato un’arma letale.

Noi, a differenza loro, abbiamo continuato ad attaccare il ferro e a giocare di squadra. In più, non ci siamo mai demoralizzati, abbiamo continuato a credere in quello che facevamo e siamo rimasti concentrati. Tutto questo ritengo abbia fatto la differenza nei minuti decisivi quando la palla scottava.»

Cava de’ Tirreni è sicuramente una squadra molto ostica da affrontare, tuttavia, con questo exploit a domicilio, avete fatto registrare il terzo successo consecutivo su altrettante gare disputate, il che vi garantisce il primato del girone in coabitazione con altre tre compagini. Come spieghi questo straordinario inizio di stagione del Basket Saviano?

«Sinceramente, non sono affatto sorpreso dal nostro ottimo inizio di stagione. E’ senz’altro ancora presto per esprimere giudizi definitivi, tuttavia, alla vigilia dell’inizio del campionato, ero quanto mai convinto del valore di questo gruppo. Ho sempre pensato, a partire dallo scorso anno ovvero quando sono arrivato in questa squadra, che mi trovassi in una compagine di underdogs, ragazzi giovani e sottovalutati un po’ da tutti. In gruppo siamo solo quattro over, gli altri ragazzi sono alla seconda vera annata da protagonisti su certi palcoscenici.

Negli anni precedenti, il loro ruolo era decisamente più marginale, oggi tre quinti del nostro quintetto è formato da under. Ragion per cui, ritengo che loro non abbiano ancora ben compreso le potenzialità tanto singole quanto del collettivo. E’ necessario, pian piano, arrivare ad acquisire quella fiducia necessaria che possa permetterci di migliorare ulteriormente e fare uno step successivo in termini di crescita psicologica.

Questi ragazzi hanno tutto per far bene, si tratta semplicemente di acquisire quella sfacciataggine che, in certi momenti come ad esempio domenica a Cava de’ Tirreni, fa tutta la differenza del mondo. Io riesco a vedere già tanti progressi rispetto allo scorso anno. Il nostro ottimo inizio di stagione si spiega anche attraverso questo. Abbiamo una fiducia diversa e sappiamo che, probabilmente, una partita come quella di Cava lo scorso anno non saremmo stati in grado di aggiudicarcela.

Inoltre, non dimentichiamo che la squadra non è praticamente cambiata rispetto allo scorso anno; abbiamo mantenuto un’identità, altro aspetto fondamentale quando si vuole costruire un collettivo solido dentro e fuori il rettangolo di gioco.

Dico tutto questo per sottolineare che non sono sorpreso dal nostro inizio di stagione ma il mio auspicio è che queste tre vittorie non ci montino la testa. Dobbiamo continuare a lavorare in palestra come stiamo facendo, restare concentrati e cercare di migliorare partita dopo partita.»

La società del Basket Saviano ha costruito un roster molto giovane che sta letteralmente stravolgendo le gerarchie del campionato di Serie D. Quali ritieni siano i punti di forza di questo gruppo?

«Ritengo che il nostro punto di forza principale sia la fase offensiva, considerando i numeri che abbiamo fatto registrare in queste prime tre uscite ufficiali. Anche domenica abbiamo mosso bene la palla e siamo stati in grado di vincere una partita tiratissima contro una squadra forte tanto in attacco quanto in difesa. 

Tuttavia, devo dire che non è il caso di sottovalutare anche i nostri meccanismi difensivi perché, nei momenti importanti, siamo stati capaci di imporre anche la nostra fase di non possesso, ragion per cui sappiamo di poter costruire i nostri successi su un concreto equilibrio tra le due fasi di gioco.»

Vi siete resi protagonisti di uno straordinario avvio di stagione. Ritieni che questo gruppo possa ancora migliorare e, se sì, in quali aspetti del gioco?

«Sono estremamente convinto che ci siano margini per migliorare in tutti gli aspetti del gioco, tanto dal punto di vista tecnico quanto tattico. Se una squadra non pensa costantemente a migliorarsi, non va da nessuna parte. Questa è una squadra, come dicevo, composta essenzialmente da giovani per cui ritengo che l’obiettivo della società sia proprio quello di far crescere questi ragazzi. 

Per costruire qualcosa, nello sport di oggi come non mai, è necessario partire dai giovani vista la situazione di crisi economica e non solo in cui versa la nostra pallacanestro. Per cui, siamo chiamati tutti a migliorare ma soprattutto i ragazzi più giovani perché sono loro che rappresentano la speranza per questa società di arrivare a competere per traguardi più prestigiosi.»

Passiamo a Gianmarco Nocera in senso individuale. Hai fatto registrare numeri da capogiro in queste prime tre uscite ufficiali. 36,7 punti di media a partita, un contributo totale in mezzo al campo, la leadership di un gruppo che vuole e può sognare e, per concludere, la palma di miglior giocatore del campionato di Serie D. Ti aspettavi questo inizio di stagione e su cosa hai lavorato per arrivare a questi livelli?

«In tutta la mia carriera sono sempre stato un realizzatore. I numeri di queste prime tre uscite mi rendo conto costituiscano una sorpresa per parecchi addetti ai lavori. Io ho sempre avuto fiducia nelle mie doti realizzative ma nessuno, nel panorama cestistico regionale, mi aveva considerato un profilo di questo tipo. Io resto concentrato sul mio lavoro e punto a migliorarmi allenamento dopo allenamento.

Devo ammettere che in questa offseason e a partire dal precampionato mi sono allenato e continuo a farlo con grande professionalità e disciplina, sia per quanto concerne l’aspetto prettamente fisico e tecnico sia da un punto di vista di uno stile di vita maggiormente regolare rispetto agli anni passati. 

Inoltre, sono consapevole di essere cresciuto molto anche da un punto di vista psicologico e comportamentale: negli anni passati ho sempre avuto problemi disciplinari in campo con arbitri e compagni di squadra. Questi difetti mi hanno sempre condizionato nonché portato a godere di una fama non esattamente lusinghiera. Negli ultimi tempi, tuttavia, ho maturato un atteggiamento totalmente diverso e quest’anno ho preso coscienza di voler fare tutto quello che serve per capire dove posso arrivare. Non voglio rimanere con l’amaro in bocca e sono concentrato sui miei obiettivi.»

A proposito di obiettivi, quali sono i traguardi che intendi raggiungere nel prossimo futuro? E quali sono, d’altro canto, gli obiettivi del Basket Saviano che proprio tu rappresenti da leader indiscusso?

«Dal punto di vista personale, il primo obiettivo, che non ha a che fare con la pallacanestro, è quello di laurearmi. 

Per quanto concerne la dimensione sportiva, nel corso della mia carriera sono stato illuso spesso e, di conseguenza, in questo momento come non mai, non voglio sognare ad occhi aperti. Voglio continuare a pensare partita dopo partita rimanendo concentrato su ciò che faccio.

L’atteggiamento della squadra in relazione agli obiettivi o ai traguardi da raggiungere ritengo debba essere il medesimo. Non ci poniamo alcun obiettivo se non quello di migliorare. Sulla carta, il nostro obiettivo ad inizio campionato sarebbe dovuto essere quello di salvarci. 

A questo punto, è ovvio che la speranza di riuscire a conquistare il treno per i playoffs c’è ma per alimentarla dobbiamo superare i nostri limiti e fare sempre qualcosa in più. E’ solo così che si diventa una squadra solida sotto ogni punto di vista. 

Vogliamo lavorare nell’interesse del Basket Saviano perché questo non è un paese molto grande con punti sportivi di riferimento. Con la riforma dei campionati, riuscire a raggiungere la C Silver sarebbe qualcosa di davvero significativo nonché magari un incentivo per le istituzioni a fare qualcosa per il nostro palasport o per la squadra.»

Domenica prossima affrontate Marigliano, un vero e proprio scontro diretto con una compagine costruita per far bene ed imbattuta proprio come voi in queste prime tre uscite. Che tipo di partita sarà e come la preparerete nel corso di questa settimana?

«Domenica sarà un’altra battaglia molto intensa tra due ottime squadre entrambe imbattute. Si tratta effettivamente di un vero e proprio scontro diretto. Dobbiamo preparare al meglio la partita, soprattutto da un punto di vista atletico come d’altra parte facciamo ogni settimana.

Dal punto di vista tattico, dovremo senz’altro cambiare qualcosa per quanto la nostra identità collettiva resti la medesima a dispetto dell’avversario che andiamo ad affrontare. 

Quest’anno ci sono molti video a disposizione per cui riesce più facile preparare la partita osservando le caratteristiche dell’avversario di giornata. Quindi, cercheremo di variare qualche schema al fine di coglierli un po’ di sorpresa, lavoreremo sulla fase difensiva, in cui sappiamo di poter migliorare e, per concludere, presteremo attenzione alle caratteristiche del loro gioco senza con ciò snaturare il nostro.

 Per concludere, quali ritieni siano le compagini protagoniste del campionato di Serie D meglio attrezzate per far bene nel corso di questa stagione?

«La Pallacanestro Salerno ritengo sia una squadra davvero molto solida con ottime individualità, su tutte il lituano classe 1993, Laurynas Lucinskas. Un’altra straordinaria forza di questo campionato è Benevento, costruita con l’evidente intento di fare grandi cose. Non so davvero chi tra queste due compagini possa imporsi sull’altra, sarà una sfida interessante.

Appena dietro Benevento ci metto Cava de’ Tirreni, che continuo a ritenere una di quelle squadre che lotta per un posto al sole in questa griglia di favoritissime.» 

 

 

 

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About The Author

Carmine Lione Carmine Lione è uno scrittore e giornalista freelance, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Attualmente iscritto al Corso di Laurea in “Lingue e Culture Straniere” presso l'Ateneo di cui sopra, ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui zerottonove.it. Ha ricoperto l'incarico di Capo Addetto Stampa della società cestistica Polisportiva Battipagliese ed attualmente presta la sua voce per le telecronache del Basket Bellizzi in onda su LiraTv e del Salernum Baronissi per l'emittente SeiTv. Per quanto concerne la scrittura, nel corso della sua esperienza artistica, ha pubblicato due opere: “Tempi Moderni”, raccolta di racconti edita dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo e “Luce al neon”, primo romanzo autopubblicato.