Cantù, coach Sodini: "Vorremmo essere la melodia che ognuno vorrebbe ascoltare"

Quest’oggi, presso la sala stampa del centro sportivo “Toto Caimi” di Vighizzolo, si è tenuta la consueta conferenza pre partita. A disposizione della stampa locale coach Marco Sodini, capo-allenatore della Red October Cantù, il quale ha presentato la prossima sfida di campionato contro la Betaland Capo d’Orlando, in programma domenica 7 gennaio alle ore 12:00 al “PalaBancoDesio”. Di seguito le parole del coach biancoblù: LA SALUTE DELLA SQUADRA «Arriviamo alla prima partita dell’anno probabilmente dopo la nostra peggior settimana dal punto di vista fisico. Abbiamo avuto e abbiamo giocatori ed allenatori influenzati, Giacomo Maspero e Davide Raucci hanno avuto tosse e dissenteria, Christian Burns non ha saltato allenamenti ma non è stato bene, così come Andrea Crosariol. A questi aggiungiamoci Randy Culpepper che ha molto male alla mano e che abbiamo sottoposto ad esami diagnostici, fa fatica anche a prendere la palla in mano. Poi c’è il capitolo allenatori: coach Kirill Bolshakov ha un’asma bronchiale ed io ho la febbre alta, quindi non è stata una delle migliori settimane per noi. Questo mi ha obbligato a modificare gli allenamenti perché spesso eravamo soltanto in otto ad allenarci, non il massimo». POST REGGIO EMILIA «Quanto alla partita di Reggio Emilia non sono d’accordo con chi ha detto che abbiamo giocato una gara tremenda, siamo partiti benissimo e abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Tremendi sono stati solo quei 10’ dopo il nostro parziale iniziale di 15 a 0. Siamo stati presuntuosi e ci prendiamo comunque le nostre colpe, abbiamo perso un’occasione, cosa che ci è già successa altre volte». IL ROSTER DELL’ORLANDINA, MIX TRA VETERANI E GIOVANI «La partita con l’Orlandina è da prendere con le pinze e le loro ultime prestazioni non ci devono condizionare mentalmente, anche perché gli ultimi risultati negativi sono causati da alcuni infortuni. 2 È un roster composto da giocatori esperti come Eric Maynor, Jakub Wojciechowski, Mario Delas ed Engin Atsur, affiancati da baldi giovani come Arnoldas Kulboka, Mario Ihring e Matteo Laganà che hanno l’opportunità di competere a livelli molto alti, opportunità che spesso non viene concessa a giocatori così giovani. Al loro fianco hanno una società che sa di doverli sopportare e supportare nei loro momenti di difficoltà, anche perché nella loro gioventù possono esserci degli sprazzi di partita in cui questi giovani non hanno la capacità mentale di reagire pur avendo un talento importante. Questo è il motivo per cui in campo hanno ottenuto dei risultati alterni, tuttavia, come società hanno un grande equilibrio perché sanno come proteggere i loro giovani, ammettendo spesso anche pubblicamente i propri errori». LA PARTITA «Penso che l’Orlandina verrà a Cantù per giocare una partita tosta, per reagire al loro momento “no”. Noi, invece, non dobbiamo perdere di vista una cosa: non dobbiamo dimenticarci che tutti i possessi sono importanti e che dobbiamo essere consistenti a rimbalzo. Nella partita precedente abbiamo subito troppo a rimbalzo, ancora una volta, così come a Reggio abbiamo subito troppi canestri facili. Ringrazio pubblicamente Giuseppe Di Paolo per il suo contributo preziosissimo nel preparare la partita con video che mi hanno permesso di interfacciarmi con ogni giocatore. Contro Capo d’Orlando il “noi” deve essere anteposto all’”io”. Abbiamo bisogno anche della spinta del nostro pubblico e non dobbiamo piangerci addosso ma essere aggressivi e concreti. È come se fossi un direttore d’orchestra, ho tantissimi pentagrammi, lunghi e piccoli ma sempre dello stesso spartito si tratta. Questa è una squadra di grandissimi solisti che sta comunque imparando a giocare insieme, tutti devono fare la propria parte dello spartito. Se qualcuno stona, stona tutta la squadra. Chi viene a vedere la partita viene semplicemente perché apprezza la nostra sinfonia, noi vorremmo essere la melodia che ognuno vorrebbe ascoltare».

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