Cantù, la grande stagione di Charles Thomas

Da comprimario, ad attore protagonista. La prima stagione in Italia di Charles Thomas è stata a dir poco elettrizzante, ricca di colpi di scena e stravolgimenti. Una trama passionale e molto coinvolgente, tra un giocatore di grande carisma ed una società, la Pallacanestro Cantù, seconda a nessuno per “devotion”. Nel posto giusto, al momento giusto: dopo una lunga carriera vissuta da girovago – tra Uruguay, Finlandia, Bosnia, Ucraina, Francia, Libano, Giordania, Bulgaria e Israele – in Italia, Thomas, approda con un tempismo perfetto. Il centro della Red October sbarca in Serie A la scorsa estate dopo tante esperienze formative in giro per il mondo che lo hanno sicuramente reso un atleta più completo e – soprattutto – più maturo, specialmente dopo le ultime annate in Winner League israeliana. Ma, pur essendo un giocatore esperto, il classe 1986 nativo del Mississippi ha avuto alcune difficoltà nell’approcciare al campionato nostrano, in particolar modo nelle prime quattro giornate di LBA dove non è mai riuscito ad andare in doppia cifra (5.5 punti di media), faticando non poco ad incidere nella metà campo offensiva, complice anche delle pessime percentuali dall’arco (12%). Poi, con il passare delle settimane, il miglioramento: girone di andata chiuso a 9.4 punti e 2.8 rimbalzi di media in appena 18’, con un rovescio anche nelle statistiche del tiro da tre (34%) ed un picco di 20 punti all’undicesima giornata in casa di Milano, al Forum, lo scorso 17 dicembre. Ma la svolta arriva nel girone di ritorno, dove Thomas diventa un vero punto di riferimento per la Red October, pur partendo spesso dalla panchina. In regular season termina con 14.1 punti e 5.2 rimbalzi in poco più di 22’ di utilizzo medio, una crescita notevole che trasorma Thomas in uno dei lunghi più forti e decisivi dell’intera lega. Il giocatore di Jackson si conferma anche nei playoff, andando sempre in doppia cifra nonostante le tre sconfitte e la caratura degli avversari affrontati. 13.3 punti e 4.6 rimbalzi di media nei quarti di finale scudetto contro l’Olimpia. In mezzo tra campionato e playoff, la Coppa Italia, dove lo statunitense è assoluto protagonista: 16 punti in 24’ contro Milano al primo turno e 20 punti in semifinale contro Brescia, dove per poco non trascina Cantù ad una clamorosa finale. Numeri già visti, niente di inedito o di impossibile, se non fosse che queste prestazioni arrivarono da un giocatore infortunato. Delle performance che resteranno nella storia della competizione, con il lungo biancoblù in versione supereroe, più forte di tutto, anche del dolore e dei tanti acciacchi. Una caviglia malconcia ed un tallone infiammato da settimane non fermano comunque Thomas, il quale contro Brescia resiste – giusto per non farsi mancare nulla – anche ai crampi, restando sul parquet a lottare come un pugile che non vuole abbandonare il ring. Alla fine Cantù si arrenderà alla Germani, dovendo dire addio al sogno Coppa Italia (sarebbe stata la prima di sempre per il club brianzolo), ma la caparbietà di Thomas resterà l’immagine più bella della Final Eight 2018, uno spot per la pallacanestro e non solo, apprezzata dai tifosi di tutta Italia. La prima stagione italiana di “Hoodie” Thomas termina con 401 punti a referto (oltre 12 punti di media) in 682 minuti di impiego totali (20’), a cui si aggiungono anche 131 rimbalzi (4.2). Numeri molto positivi per un giocatore che, in 32 gare disputate, è partito nello starting five soltanto 13 volte. Numeri a cui bisogna allegare anche le sue ottime percentuali dalla lunetta (83%), con 101 tiri liberi a bersaglio su 122 tentati. Un cecchino affidabile. Anzi, un arciere affidabile, per riprendere le esultanze di Thomas ad ogni tripla realizzata. Un giocatore che a Cantù, in più occasioni, si è commosso e ha fatto commuovere.

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