Caos extracomunitari, la parola all'avvocato: "La Campania faccia fronte comune"

Conosce il basket da un po’ di anni per averlo giocato in giro per la Campania, ma oggi Erminio Mazzone oltre ad essere un avvocato collabora anche con l’agenzia Talents in Action, che si occupa delle sorti di tanti giovanissimi giocatori italiani e stranieri, soprattutto in giro per la Campania.
A lui, la redazione di yerukala.net ha chiesto qualche spiegazione in merito alla questione degli extracomunitari (LEGGI QUI IL PEZZO) e ai permessi di soggiorno che stanno facendo ammattire le società di Serie C in giro per il Paese.

Cosa sta succedendo in queste settimane?
“Quello che temevamo, perché la normativa della Federazione non era chiara e poteva portare a questo punto di non ritorno. Oltre l’episodio in Liguria, però, non mi pare che si sia partiti con i ricorsi in tutta Italia; solo in Campania ho sentito di casi accertati in cui le società pensano a questa strada, ma secondo me non è la migliore soluzione in questo momento”.

Qual è il problema vero e proprio che riguarda la Federazione?
“A mio parere la Federazione centrale ed anche le varie commissioni regionali dovrebbero esprimersi quanto prima ed evitare di nascondersi dietro delibere di altri organi che non aiutano nessuno.
Avevo già espresso la mia idea in passato: un fronte comune di tutte le società campane per uscire dall’empasse di questa situazione che oggi sembra a metà, tra il paradossale e l’ironico. Un po’ come fatto in Puglia, dove sembra che le società si siano ‘accordate’ tra loro per trovare una soluzione comune.
Questo problema con gli extracomunitari va avanti da tempo, è stato un fulmine a ciel sereno, ma in realtà affonda le radici nelle stagioni passate”.

Quale sarebbe la migliore soluzione per risolvere il problema senza creare danni alle società e ai campionati?
“Impossibile dirlo, bisognerebbe capire quale sia l’obiettivo da perseguire.
Si vogliono valorizzare i giovani italiani? Bene, allora vengano a dirci quanti giovani italiani sono capaci di giocare da titolari in campionati come la C, quanti di loro spostano gli equilibri, quanti sono disposti a cambiare paese e dare una mano al movimento.
Ci sono americani, stranieri in generale, che qui in Campania hanno dato una mano alle società che puntavano su di loro, al movimento, hanno portato al palazzo tanti tifosi. E poi per un ragazzo italiano ritrovarsi a marcare un americano può essere stimolante ed utile per la sua crescita. E non dimentichiamo, inoltre, che la Federazione beneficia degli introiti economici che gli americani, in particolare, portano alla nostra pallacanestro.
Se, invece, si vuole solo regolarizzare la loro situazione in Italia, allor abisogna tener conto della burocrazia del nostro Paese; per un visto possono anche passare mesi, siamo davvero disposti ad accettarlo?
Ci sono società in tutta Italia che hanno investito tanto, anche economicamente, per allestire progetti ambiziosi e adesso non sanno cosa fare; la loro stagione è condizionata irrimediabilmente”.

Una agenzia come la vostra, come si comporta in queste situazioni?
“Dal canto nostro proviamo a collaborare con le società, a dare una mano, a cercare una soluzione che vada bene a tutti dal punto di vista sia economico che sportivo. Ma adesso la palla passa alla Federazione e tutti ci aspettiamo una presa di posizione forte e decisa, che sappia risolvere questa situazione”.

 

 

 

 

 

 

 

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