Casella a yerukala: "Pronti a rialzare la testa. Siamo molto determinati"

Classe ’90, pisano di nascita, con trascorsi in giro per lo Stivale. Da Livorno ad Omegna, da Agrigento a Cantù, passando per Ozzano, Piacenza, Veroli e Varese. Parliamo di Andrea Casella, attualmente giocatore della Pallacanestro Mantovana, club di Serie A2. La redazione di yerukala l’ha raggiunto per analizzare l’avvio della formazione virgiliana, con uno sguardo anche allo stato del movimento cestistico nostrano.

 

Jesi, Treviso e Bologna. Tre sconfitte brucianti in questo avvio. Ma con Ferrara si può ripartire: com’è il morale della squadra?

Il morale è buono, nonostante tutto. Però dobbiamo sbloccarci il prima possibile, anche per evitare di avere problemi in futuro. Il gruppo, comunque, sta reagendo bene. In questi due giorni di allenamento ho visto tanta determinazione, anche feroce se vogliamo. Siamo tutti pronti, nessuno escluso. Lotteremo con il coltello tra i denti“.

La A2 si è già dimostrata un campionato per lo più equilibrato. Cosa vi aspettate e quale ruolo pensate di poter ricoprire?

Siamo partiti con l’obiettivo di puntare il più in alto possibile. Penso che la nostra squadra possa lottare per un posto ai Playoff, ed è per questo che dobbiamo sbloccarci quanto prima e dare una svolta alla stagione. E’ fondamentale avere obiettivi importanti, io lo vedo come uno spronarsi a dare il meglio di sé. A mio parere, se non si hanno obiettivi si vive alla giornata e, di conseguenza, non si da il 100%“.

Per te è il primo anno a Mantova, dopo aver girato a lungo l’Italia, da Cantù ad Agrigento. Cosa chiedi a questa esperienza e cosa ti ha spinto ad accettare in estate?

Quando ho saputo della loro offerta, sono stato spinto ad accettare dal fatto che la Pallacanestro Mantova è una società con un progetto. Guardano al domani, al futuro, con un occhio di riguardo allo sviluppo del movimento locale e alla sua storia. Negli ultimi anni stanno riscrivendo la storia del basket locale e hanno tutta l’intenzione di continuare. Quando mi hanno chiesto di partecipare, ho accettato subito“.

In squadra, con te, ci sono tanti giocatori d’esperienza, pensiamo a Bryan e Giacchetti. Ci racconti qualcosa della vita di spogliatoio?

Dico la verità. Questo è uno degli spogliatoi più belli ed equilibrati nei quali sono stato durante la mia carriera. Non ci sono prime donne, gelosie. Siamo un gruppo che, al di là dell’età o dei trascorsi di ognuno, è unito e rema dalla stessa parte. E’ coeso e con tanta voglia di lavorare. Mi sento di dire che è composto da persone altruiste. Per fare bene, comunque, dobbiamo recuperare lo spirito mostrato durante la preparazione e il precampionato“.

Ogni anno la Federazione prova a portare modifiche convincenti ai campionati. Come reputi il momento della pallacanestro italiana? Cosa credi possa o debba essere cambiato?

A mio modesto parere, bisogna essere meno presuntuosi. Tutti dicono che gli italiani giocano meno, sono poco tutelati, soprattutto rispetto ad altre realtà europee. Bisogna aggiungere, però, che in quelle nazioni c’è un sistema, alla base, lontano anni luce dal nostro. Credo che bisogna partire dalle basi, dalle scuole. Lo sport è una metafora della vita e il campo non solo t’insegna a relazionarti con gli altri, ma spesso ti da seconde opportunità non concesse al di fuori. Mi preoccupa il pensiero che, se oggi io fossi un giovane di 18 anni che arriva ora in questo mondo, difficilmente accetterei la situazione attuale. Questa vita qui è bellissima, ma deve darti un futuro. Il sistema italiano deve pensare meno ai risultati immediati e più al domani“.

Hai avuto la possibilità di vestire la maglia della Nazionale Under 20 qualche anno fa, giocando anche un Europeo di categoria. Come vivi oggi il tuo rapporto con la Nazionale?

Ovviamente la seguo. Nel basket, forse più che in altri sport, la Nazionale è quasi sacra, viene prima di tutto. Se hai avuto la fortuna di indossare la maglia azzurra, anche solo per un giorno, ti entra nella pelle, ti ci leghi per sempre. E’ davvero bello quando in Nazionale arrivano ragazzi che hanno fatto tutta la trafila, con passione, impegno e tanta fatica. Per fare un esempio, io ammiro tantissimo Davide Pascolo, con il quale ho fatto le giovanili insieme. Finchè in Nazionale ci sono persone simili, il coinvolgimento sarà ancora maggiore“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.