Cuore Napoli, Barsanti a yerukala: "Risvegliamo l'amore di Napoli. I Playoffs sarebbero il massimo"

Nell’avvio migliore che si potesse avere – 3 vittorie in altrettante gare -, Andrea Barsanti è stata una delle frecce migliori all’arco di questo nuovo Cuore Basket Napoli, arrivato da poco in Serie B, ma già pronto a guardare tutti dall’alto. Maddaloni, poi Viterbo e Stella Azzurra Roma per ribadire la forza di un gruppo nato da poco eppure già così convincente.
“Si, ma non montiamoci la testa”. Barsanti, classe ’86 con alle spalle anni di esperienza, è felice per questo avvio sprint, ma sa bene che bisognerà lavorare duro per continuare sulla strada tracciata, come ha confermato ai nostri microfoni.

Belli, vincenti e convincenti: cosa vi siete messi in testa?
“Vincere fa sempre piacere ed è utile soprattutto ad un gruppo come il nostro che si è formato da poco. Nessun progetto, però, fare proclami oggi sarebbe sbagliato: guardiamo di partita in partita, pensiamo a lavorare bene come stiamo facendo. Solo così possiamo continuare su questa strada. Tutti si aspettano da noi qualcosa di bello, ma non possiamo pensare troppo in là”.

Nella sua carriera, però, i Playoffs sono stati un abitudine: si può puntare almeno a quello?
“Sarebbe bellissimo e già importante, sperando magari di piazzarsi al meglio in classifica. I gironi si incroceranno ai prossimi Playoffs e anche dall’altra parte ci sono squadre interessanti e attrezzate. Vedremo, ma non ci pensiamo ora; continuiamo a lavorare con calma come stiamo facendo”.

Guardandovi, si ha l’impressione che siate una famiglia più che una squadra di basket.
“Sono le parole giuste. È incredibile, siamo un gruppo nato da pochissimo eppure sembriamo conoscerci da tempo. Penso sia questo il nostro elemento migliore al momento: i ragazzi più esperti vanno di pari passo con i più giovani, che hanno sempre l’atteggiamento giusto. Non c’è mai un muso lungo, mai un mugugno; la panchina è sempre lì ad applaudire i compagni, anche chi gioca di meno. Questo è fondamentale”.

Appena arrivato a Napoli ha detto che giocarci sarebbe stato bellissimo. Ha cambiato idea?
“No, anzi, si è solo confermato ciò che pensavo. Napoli è bellissima, il calore delle persone fa il resto. È bello giocare in posti come questo dove c’è rispetto per lo sport e gli sportivi hanno un occhio di riguardo. Non posso che confermare ciò che ho detto al mio arrivo”.

Dopo i disastri del basket in città negli ultimi anni, come fa un giocatore esperto come lei ad accettare Napoli?
“Le ultime annate sono state negative e questo un po’ ti porta a ragionare meglio sulle tue scelte. Ma quando ho visto il progetto presentatomi dalla dirigenza e ho conosciuto il presidente Ruggiero non ho avuto dubbi, è una persona seria e di cuore; è una cosa importante.
Napoli è una città viva, che ama il basket e che ha tanta tradizione. Meglio giocare in piazze così che in altre piazze senza tutto questo amore per il nostro sport”.

Oltre alle partite da vincere, avete un obiettivo più difficile: risvegliare l’amore di Napoli per il basket.
“E sarà una delle cose più importanti per noi. Già ripartire al PalaBarbuto sarebbe importantissimo, riavvicinerebbe i tifosi che dieci anni fa esultavano per la Coppa Italia. Poi i risultati possono aiutare: alla gente piace vincere e sono sicuro che il pubblico di Napoli amerà il nostro modo di giocare”.

Eppure qui il calcio viene prima di tutto. Pensa che i due sport possano andare di pari passo?
“Accostarli in questo momento è praticamente impossibile, proprio perché la gente che fruisce del calcio in Italia è tantissima. Non credo sia attuabile ovunque, però in piazze come Napoli un buon progetto potrebbe portare benefici ad entrambe le discipline. Ho visto in Tv il basket a Napoli di dieci anni fa, la squadra di Greer e Morandais che portava al palazzetto il tutto esaurito nelle partite contro le grandi di allora, da Bologna a Milano. Rivivere quelle emozioni sarebbe fantastico.
L’amore per il basket si sta riaccendendo nelle grandi piazze, e il numero di abbonati a Bologna ne è la conferma; con il giusto progetto il nostro sport può crescere tantissimo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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