Cuore Napoli, Nikolic a yerukala: "Mi diverto tra i 'grandi'. Lavoro per arrivare in alto"

Il suo è un passato importante e può parlare per lui. Sembra strano parlare di passato per un ragazzo come Stefan Nikolic, classe 1997 arrivato a Napoli la scorsa estate con la voglia di mettersi in mostra tra i ‘grandi’ dopo le tante belle parole che sono state usate per lui.

Un ragazzo che vive di pallacanestro e che vuole aiutare Napoli, nella sua nuova era cestistica, a crescere, crescendo di pari passo con un gruppo che ha dovuto affrontare la scorsa domenica la prima sconfitta stagionale e che vuole rialzarsi al più presto, come raccontato a yerukala.net.

Partiamo proprio da qui: la prima sconfitta stagionale vi ha fatto vivere una settimana diversa dalle precedenti?
<< No, abbiamo lavorato e dobbiamo lavorare sempre allo stesso modo. Non ci facciamo influenzare dalle vittorie, non dobbiamo farlo neanche con le sconfitte; certo, però, ora c’è voglia di reagire. Siamo una squadra unita e restiamo uniti dopo un successo od una sconfitta >>.

E lei quanto sente di poter dare lei a questo progetto azzurro?
<< Per me è la prima volta tra i pro, è un’esperienza nuova, affascinante. Mi sto divertendo, innanzitutto. Ma sto anche crescendo tanto. Mi sento bene a Napoli, dentro e fuori dal campo, e sto bene con i compagni di squadra. Voglio imparare e dare una mano quando il coach me lo chiede >>.

Una sconfitta, quella di Barcellona, che non rovina di certo la vostra classifica. Ma quale obiettivo deve porsi Napoli?
<< Nessuno, almeno per il momento. Dobbiamo solo pensare al campo, restando concentrato su quello. Non vogliamo darci alcuna prospettiva; pensiamo a lavorare bene, a fare bene in campo e vedremo dove saremo capaci di arrivare. Vogliamo dare il meglio per arrivare più lontano possibile >>.

Nonostante la giovane età, di lei si è già parlato tanto. E le buone parole sul suo talento sono state confermate in pieno dal campo: ma che ragazzo è Stefan Nikolic?
<< Uno che vuole giocare a pallacanestro. Vuole svegliarsi ogni giorno, allenarsi e sapere di poter dare il massimo. Non ho alcun obbiettivo personale, voglio solo essere un giocatore; mi piace lavorare, sono uno che lavora tanto e che si impegna ad ogni allenamento. So che questa è la strada giusta per togliersi qualche soddisfazione e per vincere >>.

Unico neo di questo avvio di stagione, resta il Palabarbuto: quando tornerete a casa?
<< Non lo so, non sono io a dovermi preoccupare di questa cosa. Io sono un giocatore: devo allenarmi, lavorare, pensare al campo.
Certo, ci sono ancora cose da migliorare: il Palabarbuto che non c’è, gli allenamenti da programmare ogni volta in campi diversi, ma sono sicuro che la società si stia occupando già ampiamente della vicenda. A me spetta solo giocare, ma spero che i problemi si risolvano quanto prima >>.

 

 

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