Khimki a caccia di conferme in EuroLeague, Melli sfida il suo passato

EuroLeague al sesto capitolo

Secondo turno di questa sesta giornata di EuroLeague che offre molte partite interessanti e dall’esito non facilmente pronosticabile. Nella giornata di oggi infatti il Khimki di Shved affronterà un Baskonia a caccia di vittorie importanti; interessante anche il ritorno a Bamberg di Melli con il suo Fenerbahce che sfida il Brose di Trichieri. Ultima sfida che riguarda le due “cenerentole” della competizione con l’Unicaja di Nedovic che affronta in casa la Stella Rossa di Belgrado.

Khimki Moscow- Saski Baskonia: punti pesanti in palio

Il nuovo Khimki di Shved e Robinson

Il Khimki è tornato in EuroLeague per fare le cose sul serio. L’ambizioso presidente Golubkov infatti in estate si è mosso con decisione allestendo una squadra iper-competitiva per la massima rassegna europea. I risultati sono sotto gli occhi di tutti; la squadra guidata da Alexey Shved ( 19,2 ppg ) ha inanellato ben 4 vittorie ( di cui va sottolineata quella prestigiosa a Madrid) su cinque incontri. l’unica sconfitta finora è maturata al “Pireo” contro i finalisti della passata edizione dell’Olympiakos. La squadra di coach Bartzokas, anche lui in cerca di rilancio dopo il fallimento a Barcellona, ha finora dimostrato di potersela giocare davvero con tutti. La forza dei russi risiede principalmente nell’asse playmaker-pivot dove ci sono appunto le due stelle: Shved e Thomas Robinson.

Se il playmaker ha incantato tutti ad Eurobakset, il centro americano, arrivato come grande colpo dell’estate, non sta tradendo le attese. Grinta, presenza a rimbalzo, intelligenza e intensità difensiva gli hanno permesso di guadagnarsi sul campo un ampio minutaggio togliendo spazio a Malcolm Thomas. Tra gli altri botti estivi che stanno contribuendo alla causa figurano Charles Jenkins, miglior difensore della competizione sulle SG, Tyler Honeycutt, già noto per la sua ottima stagione all’Efes, James Anderson e Gil ormai sinonimo di continuità e sostanza. Il gioco è incentrato su Shved che gestisce ogni possesso quando è in campo creando occasioni per i compagni, abili a facilitare il compito del loro playmaker, oppure affidandosi al suo talento per le soluzioni personali. Il Khimki è una squadra tosta che in casa offre spesso la miglior versione di sè stessa.

Baskonia in crisi d’identità

Il Saski Baskonia è da anni ormai una solida realtà del basket europeo. I baschi anche questa estate si erano mossi bene per essere competitivi tanto in Spagna quanto in Europa. La panchina era stata affidata a Pablo Prigioni all’esordio da allenatore e, oltre alle conferme di Shengelia Beaubois e Voightmann, erano arrivati giocatori del calibro di Jordan Mcrae, Pato Garino, Jayson Granger, Vincent Poirier, Matt Jenning e Marcelinho Huertas. Gli infortuni però hanno sin da subito condizionato i ragazzi da Vitoria che si sono trovati spesso senza Garino e Mcrae costretti a far esordire ragazzi giovani come Malmatis, Martinez e Vildoza alle prime esperienze europee importanti. I risultati finora recitano un 1-4 in EuroLeague che ha portato all’esonero di Prigioni in favore di Pedro Martinez. Quest’ultimo ha portato serenità all’ambiente ma oggi non sarà per nulla facile.

Il Baskonia infatti si presenta in casa del Khimki con più dubbi che certezze. I ragazzi di Martinez infatti devono ancora trovare il feeling con il nuovo allenatore; a questa già scomoda situazione va aggiunta la perenne incertezza sulle condizioni di Mcrae e Garino oltre che i problemini fisici di Janning. La squadra sarà ancora una volta nelle mani di Huertas e Granger che con la loro esperienza ed imprevedibilità dovranno scardinare la solida difesa russa. Sotto canestro sarà interessante la lotta tra Poirier/Diop e Thomas/Robinson. I baschi dovranno sfoderare una prova di grande orgoglio per iniziare già da oggi una rimonta per i Playoff.

Brose Bamberg-Fenerbahce: i fantasmi del passato

La rivoluzione del Brose di Trinchieri

Squadra che vince non si cambia; o perlomeno così dice il proverbio. Il Bamberg invece dopo anni di successi in Germania, e dopo una sorprendente annata in Europa, ha rivoluzionato tutto. Via i protagonisti di tanti successi come Melli, Miller,Theis, Causeur e Strelnieks e dentro giocatori del calibro di Dorell Wright, Bryce Taylor, Quincy Miller, Daniel Hackett, Ricky Hickman, Augustin Rubit e Louis Olinde. La squadra sta ancora cercando i giusti equilibri e lo testimonia la falsa partenza in EuroLeague ed in Bundensliga dove il Bamberg era solito dominare. Trinchieri fa affidamento sull’esperienza di giocatori come Zizis, Radosevic, Hackett ed Hickman per guidare un gruppo giovane ed affamato. Tra i giocatori da tenere d’occhio sicuramente spiccano i giovani Lo ed Olinde oltre al talento puro di Nikolic già messosi in mostra ad Eurobasket.

La squadra di Trinchieri non esprime affatto un brutto basket. La coppia Zizis-Radosevic è ormai piuttosto consolidata e spesso è la principale arma offensiva con pick’n’roll giocati alla perfezione che si concludono o con un facile layup del pivot oppure con Zizis che crea per i compagni opportunamente liberi. L’imprevedibilità di Maodo Lo, l’intelligenza di Nikolic, il talento di Wright Taylor e Miller rendono il Bamberg una squadra difficile da decifrare. Trinchieri poi fa spesso affidamento sul doppio playmaker con il duo Hackett-Hickmann a gestire il ritmo offensivo. Spesso le disattenzioni difensive, oltre a vistosi cali di concentrazione, sono stata la causa delle recenti sconfitte. oggi contro il Fener nulla di tutto ciò sarà ammesso.

Il solito vecchio Fenerbahce

Il Fenerbahce è un’altra squadra che in estate ha subito una discreta rivoluzione. Dalla Turchia infatti sono partiti giocatori chiave come Udoh , Bogdanovic (in direzione Utah e Sacramento in NBA) e Pero Antic. Gli arrivi però sono stati di un livello pari se non addirittura superiore. Melli ha raggiunto il connazionale Datome e Obradovic ha accolto anche giocatori in cerca di rilancio come Jason Thompson Brad Wanamaker  e Sinan Guler. Coach Z inoltre ora avrà un altro talentino da sgrezzare, quel Marko Guduric che promette bene ma che finora ha fatto solo intravedere dei lampi del suo abbagliante talento.

La squadra turca è la candidata numero uno a bissare il successo dello scorso anno; alla qualità dei nuovi  si aggiunge la solidità e l’esperienza di Datome, Mahmutoglu, Vesely, Kalinic e Dixon rimasti ad Istanbul per raggiunger traguardi importanti. La vera stella del Fener resta però il genio che siede in panchina: il sopracitato Zeljko Obradovic capace di far rendere ogni giocatore al massimo dei sue possibilità con un gioco che mira a valorizzare il gruppo senza perdere di vista il talento individuale. Sarà una partita speciale per Melli che per la prima volta sfida quel Brose ( squadra che l’ha consacrato nell’olimpo del basket europeo) che per molti anni è stata casa sua.

I fantasmi del passato non dovranno però tormentalo; in EuroLeague ogni partita è decisiva e contro il Bamberg bisognerà essere accorti in difesa e cinici in attacco sfruttando al meglio la fisicità di Vesely e Melli per aprire varchi ai tiratori.

Unicaja Malaga-Stella Rossa: le cenerentole al gran ballo

La sorprendente Unicaja di Nedovic

Esordire in stagione in Eurolega battendo i campioni in carica in casa è certamente un ottimo biglietto da visita. L’Unicaja di Plaza però non è nuova al compiere imprese e anche quest’anno la voglia di stupire è altissima al pari dell’ambizione. Dopo un anno di EuroCup, la squadra ha perso alcuni pezzi come Smith, Lafayette, Fogg e Omic. I nuovi innesti però non stanno affatto deludenzo, anzi.

Il primo ad arrivare è stato Ray Mccallum, miglior giocatore della G-League, seguito a ruota dal promettente Salin ( che ha stupito tutti con la sua Finlandia ad Eurobasket), dall’esperto pivot Shermandini e dal talentuoso ma discontinuo Augustin. Colpo a sorpresa è stato anche l’ingaggio di una delle stelle serbe di Eurobakset: Dragan Milosavljevic. I veri botti però sono stati le conferme nel roster spagnolo; Nedovic in estate ha giurato fedeltà con un occhio rivolto alla NBA, Brooks Waczynski, Musli e Diaz sono ormai elementi imprescindibili per l’equilibrio della squadra.

La stella indiscussa è la guardia serba Nedovic. Giocatore difficilmente contenibile data la sua enorme tecnica unità ad una fisicità straripante; quasi tutti gli attacchi lo vedono coinvolto in maniera diretta ( con un tiro preso o un fallo guadagnato) o indiretta (con assits o extra-pass). Mccallum è il cervello della squadra e forma un’asse molto interessante con Shermandini ( pick’n’roll semplice con mismatch per il play o layup per il georgiano) e Augustin ( pick’n’pop con l’ex CSKA che si allarga per prendere il tiro da 3). La difesa spagnola è arcigna con pressione spesso a tutto campo; per la Stella Rossa non sarà facile.

Cuore e grinta, il leitmotiv della Stella Rossa

La Stella Rossa abbiamo imparato a conoscerla la passata stagione quando, con un impressionante filotto di vittorie, ha sfiorato l’accesso ai Playoff. Oggi la situazione è cambiata; in panchina siede  il talentuoso Alimpijevic (successore di Radonjic) che ha rinnovato totalmente la squadra. In estate infatti sono andati via Kuzmic ( Real Madrid), Jovic ( Bayern Monaco), Simonovic ( Zenit), Walters, Thompson, Jenkins e Guduric. La squadra ha deciso di ripartire scommettendo su alcuni giocatori in cerca di visibilità e riscatto. Su tutti spicca Roschestie voglioso di tornare protagonista dopo l’esperienza al Kuban.

Gli arrivi inoltre di Feldeine e Antic garantiscono esperienza ed alternative offensive mentre Dangubic, Lazic e Bjelica rappresentano oramai delle certezze. La Stella Rossa è da sempre attenta ai giovani e anche quest’anno non si smentisce questa tradizione; l’arrivo del futuro giocatore dei 76ers Mathias Lessort va proprio in quella direzione, spiccano anche i nomi di Dragan Radicevic e Jovanovic aspettando il talento di Dobric fermo ancora ai box.

La Stella Rossa fa da sempre della difesa il suo punto forte. Lazic e Bjelica sono specialisti del settore e spesso, specie alla Kombank Arena, questo aspetto fa tutta la differenza del mondo. L’attacco è gestito prevalentemente da Rochestie che però ha molti limiti nel creare gioco nascendo come scorer; Feldeine compensa le mancanze dell’ex Kuban ed inoltre è bravissimo a farsi trovare pronto sugli scarichi essendo tiratore quasi mortifero da 3. La fisicità di Lessort e Antic sotto canestro spesso produce extra-possessi oppure tiri dal perimetro per lo stesso Antic che si allarga.

Il leader offensivo resta tuttavia Bjelica che con il suo range di tiro elevatissimo e la sua capacità di costruirsi tiri dal palleggio monopolizza spesso la transizione. Interessante da scoprire sarà il suo duello con Nedovic che presumibilmente si occuperà di lui. Le due cenerentole sono pronte per il gran ballo, chi ruberà il cuore dei tifosi?

 

 

 

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About The Author

Nicola Garzarella Studente ed aspirante giornalista. Un giorno ho incontrato il mondo della palla a spicchi e da lì non l'ho più mollato. Cerco di coniugare la scrittura con la mia grande passione per lo sport e il basket in particolare.