"Giocare in serie A è un sogno" - La Cremona di Giampaolo Ricci

Incontro Giampaolo Ricci al Palaradi, casa della Vanoli Basket Cremona, prima degli allenamenti.

Il clima è disteso, nonostante le due sconfitte consecutive in campionato, segno di una società seria che ha fiducia nei suoi giocatori e nello staff tecnico.

Giampaolo è un ragazzo davvero simpatico e nonostante i suoi 26 anni ha già una notevole esperienza, partendo a soli 16 anni da Chieti fino ad arrivare, passando per tutte le categorie o quasi, a Cremona in serie A.

 

Primo anno a Cremona, ma anche primo anno in serie A: cosa prova nel fare a 26 anni il salto di categoria?

<<E’ abbastanza scontato da dire ma è la realizzazione di un sogno. Settimana scorsa, alla vigilia della partita con Milano, mi sono svegliato la mattina, dopo una notte quasi insonne, e mi sono reso conto che tutti i sacrifici che avevo fatto erano serviti a qualcosa.>>

 

Una grande emozione…

<<Grandissima, anche perché sono andato via di casa a 16 anni ed ero uno dei più scarsi, l’ultima ruota del carro! Poi tre anni formativi a Roma (Stella azzurra quasi 60 presenze in due anni a 12 punti di media ndr), dove comunque ho rinunciato fondamentalmente all’adolescenza. Non potevo uscire la sera, niente pizza al sabato, solo scuola e basket senza aver niente tra le mani. Perché se magari ero bravino a Chieti non ero sicuramente il prospetto NBA di cui sei certo che arrivi in alto.>>

 

Quali sono le maggiori differenze che si notano tra la serie A e le serie inferiori?

<<La prima è sicuramente l’impatto fisico. Giochi con gente che fisicamente è molto più grossa della serie A2, ti ritrovi magari a marcare giocatori anche più veloci di te e in generale i tempi di decisione si dimezzano. Devi sapere sempre cosa fare e come farlo al meglio. Io pur pensando di essere molto pronto fisicamente, soprattutto a livello difensivo, quando poi vai in attacco trovi gente preparata, quindi la creazione ed il mantenimento del vantaggio sono più complicati. In questo il gioco di coach Sacchetti, può solo che aiutarmi. Lascia abbastanza liberi ma ci dà una chiave di lettura in modo da lasciare a noi la scelta finale.>>

 

Da Chieti a Cremona

<<Sono orgoglioso di poter dare tutto me stesso e ogni giorno giocare con gente come Drake e Travis Diener o americani importanti come Sims. Ti fa dire davvero: c***o che bello!>>

 

Prima di arrivare a Cremona ci sono state altre tappe intermedie di cui l’ultima a Tortona, come è arrivato qui?

<<Sono stato contentissimo del campionato che ho fatto ma durante l’estate non c’è stata la possibilità di concretizzare un salto di categoria. Cremona mi ha cercato subito e quando poi ho sentito dell’ interessamento di Sacchetti ho accettato anche se, al momento, voleva dire rimanere in A2. Nutrivo fiducia però visto che comunque l’obbiettivo sarebbe stata la promozione.Poi i pianeti si sono allineati (ride ndr) con: ripescaggio, avevo firmato un contratto che mi garantiva la presenza nel roster anche in A1, e pure essere allenati dal Coach della nazionale!>>

 

Quindi cosa si prova ad essere allenati dal coach della Nazionale?

<<Quello che dico spesso è che lui è esattamente come si vede da fuori. Una persona sincera, umorale ma buona. Ti lascia giocare ma quando ti deve riprendere lo fa senza problemi. Poche parole ma sa farti capire ciò che pensa ed è esattamente ciò che mi serviva dopo che negli ultimi anni, ho avuto degli allenatori molto più “quadrati”. Ci mette cuore, si vede che ha giocato e che sa quello che fa.>>

 

Doti morali eccellenti mentre in campo cosa vi chiede?

<<Il luogo comune è quello che con lui si gioca un basket prettamente offensivo, quello che non si dice però è che questo gioco nasce dal controllo della difesa. Se rubi la palla o strappi un rimbalzo puoi correre, se subisci canestro no. Possono dire il contrario da fuori, ma se non difendi si arrabbia eccome! Chiede molta aggressività ed è quella che ci è mancata contro Cantù, infatti ci ha chiarificato il concetto negli spogliatoi. Per me, che sono un giocatore che si esalta partendo dalla difesa è perfetto; poi se anche in attacco posso prendermi quel tiro in più anche meglio.>>

 

Nonostante tutto però le prime due partite non sono andate benissimo…

<<No perché ci vuole un po’ di tempo per essere tutti sulla stessa lunghezza come squadra. Personalmente sono positivo, perché dall’ultima partita si può solo che migliorare. Sappiamo cos abbiamo sbagliato e sappiamo che se non siamo compatti 40 minuti, facciamo fatica. A Cantù non è successo perché siamo partiti subito male e alla prima difficoltà ci siamo disuniti, poi alla fine con un gap di 20 punti siamo riusciti a tornare un pochino sotto, ma senza mai riuscire a fare 2/3 difese di fila. L’entusiasmo sarà fondamentale, ogni punto segnato ogni recupero la panchina dovrà esplodere e noi dovremo gasarci, usando questo energia.>>

 

Energia che dovrà venire anche dai tifosi

<<Qui abbiamo un bel gruppetto di tifosi, non mollano mai ci sostengono e anche l’altro giorno, dopo la brutta sconfitta, sono venuti ad applaudirci. Sappiamo che il loro sostegno non manca mai ed è davvero una cosa che apprezzo.>>

 

Come affronterete la partita di Domenica contro Pistoia?

<<Sono positivo, già domenica sarà un test importate a livello mentale. Cantù ci insegna cosa possiamo e cosa non possiamo fare. Se i tifosi ci supportano e noi giochiamo con entusiasmo aggredendo la partita possiamo veramente iniziare il nostro campionato.>>

 

Tornando all’argomento Nazionale: giovane, italiano e con una discreta esperienza in A2, cosa pensa dell’ipotesi di due italiani in quintetto?

<<Io sono abbastanza favorevole alle voci che sto sentendo. Mi piacerebbe ci fossero delle regole per favorire i giovani italiani, perché con queste regole è difficile anche per una società puntare sugli italiani creando anche un bel nucleo, quindi spero che possa essere messa in atto. Il problema comunque resta la base: non si insegna il basket nelle scuole, i settori giovanili latitano quindi spero nelle nuove regole ma non sono sicuro basteranno.>>

 

In chiusura: aspettative stagionali?

<<Possiamo toglierci molte soddisfazioni. Sarà sicuramente un anno difficile, abbiamo ancora il fantasma dell’anno passato, ma se riusciamo a fare tutte le cose dette in precedenza: energia, entusiasmo e voglia, conoscendo i nostri limiti perché questo anno il livello è altissimo, potremmo toglierci delle soddisfazioni.>>

 

Ringraziamo la Vanoli Basket Cremona per l’ospitalità e la gentilezza dimostrataci in tutte le fasi di questa intervista.

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