Mantova, Bryan: "Stings, continuiamo così. In Italia giochiamo col cuore"

35 anni lo scorso maggio, oltre 13 di questi passati in Italia. In tutta Italia. Sylvere Bryan da queste parti è una certezza, un veterano del ruolo che lascia la sua impronta ovunque vada. Dentro e fuori dal nostro paese: la sua Europa, infatti, non è stata solo tricolore, ma anche in Francia, Repubblica Ceca e Belgio.
“Ma qui in Italia facciamo basket con il cuore”, dice a yerukala il centro di Mantova.

In Italia ci mettiamo il cuore. Invece all’estero?
<< Si, qui da noi non è uno show, come lo intendono altri; ci sono veri giocatori di pallacanestro, gente esperta che ci mette la qualità, l’esperienza e il cuore. Lo stesso cuore che usano anche i tifosi che in Italia vivono di sport e di pallacanestro. Ovunque sia stato è andata così.
In Francia o in Belgio ci sono vere e proprie Leghe in cui i giocatori sono atleti, come in NBA. Non è come qui >>.

Lo stesso cuore che ha usato Mantova per uscire da un brutto avvio e rilanciarsi con due belle e convincenti vittorie di fila.
<< E finalmente, non ne potevamo più. Siamo riusciti a mostrare in campo quello che volevamo, a fare il nostro gioco; era la cosa che più ci era mancata prima. Ci siamo sempre allenati bene durante la preparazione e la settimana, ma poi andavamo in campo e ci mancava qualcosa. Con Chieti e Bologna, invece, abbiamo fatto esattamente quello che dovevamo fare; avevamo detto ai tifosi che potevamo giocarcela con chiunque, ci siamo riusciti >>.

Ed ora ancora davanti al vostro pubblico contro Verona.
<< I nostri tifosi sono fondamentali. Verona è una buona squadra, ma penso a noi, al fatto che dobbiamo continuare a ragionare e a lavorare come stiamo facendo. Solo in questo modo possiamo continuare a toglierci qualche soddisfazione.
Siamo un bel gruppo, tutti sono pronti a dare il loro contributo. E questo è importantissimo >>.

Cosa ha espresso fino ad ora questo campionato, a suo parere?
<< Tanto equilibrio, tante sorprese. Alcune squadre che dovevano essere certezze, sono in affanno, altre che dovevano avere difficoltà sono ai piani alti. È un campionato duro, equilibrato; tutti possono vincere con tutti. In questo momento, meglio per noi >>.

L’Italia cestistica l’ha girata praticamente tutta, da Venezia a Napoli, passando da Rimini, Roma, Roseto, Avellino. E ora Mantova. Quali differenze?
<< Tutte le città in cui ho giocato hanno un posto nel mio cuore, questo posso assicurarlo. Da Roseto ad Avellino, anche Napoli che è bellissima da vivere, nonostante quello che dicano.
Il progetto, ad esempio, lì non è andato a buon fine, ma questo capita quando in società ci sono persone impreparate.
Qui a Mantova, invece, ci sono tante persone che lavorano e che sanno come farlo, che si impegnano per noi; c’è una realtà bellissima, con squadra, società e tifosi tutti dalla stessa parte. Una componente fondamentale per fare bene >>.

Lei ha ‘assaggiato’ la NBA con le maglie di Wizards e Hawks, giocando anche una Summer League. Oggi è un semplice tifoso?
<< Quando riesco, seguo ancora la NBA da appassionato. Un pronostico secco? I Cavs, nonostante una Conference Est rinforzata, andranno in finale. Dall’altra parte ci sono gli Spurs per me attrezzati ad arrivare fino in fondo.
E poi i Warriors, che sono belli da vedere. Ma ogni pronostico ora sarebbe inutile: risentiamoci a gennaio e vedremo come stanno le cose…>>

 

 
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