Mugnano, coach Olivo: "La Serie C è la nostra dimensione, ci salveremo con le unghie e con i denti"

Una promozione nel 2012, poi tre anni alla Pallacanestro Parteope ad alti livelli ed infine il ritorno a Mugnano dove, in due stagioni, è riuscito a ripetersi conquistando di nuovo la Serie C.

yerukala.net ha raggiunto coach Francesco Olivo per ripercorrere quella fantastica annata con uno sguardo alla stagione che è alle porte

 

Partiamo subito dalla promozione dello scorso anno. Che tipo di stagione è stata?

<<Lo scorso anno è stato per quanto riguarda Mugnano, e per quanto riguarda il sottoscritto, la classica stagione perfetta. Oltre alla promozione ci sono stati tanti altri risultati di contorno, come ad esempio la vittoria del campionato Under 18 Elite per la prima volta nella storia di Mugnano oppure a livello personale ho potuto seguire la Campania da capo allenatore nel torneo del Mediterraneo.

Quella dello scorso anno è una di quelle stagioni a cui va fatta una foto e messa in quadro ed appesa in una stanza come uno dei ricordi più belli in assoluto.>>

 

E’ tornato a Mugnano dopo aver vinto il campionato nel 2012. Si aspettava di ripetersi nel giro di due stagioni?

<<In maniera forse un pò presuntuosa ti dico di sì. Sono tornato a Mugnano con quello scopo, proprio con quello di ripetermi dopo aver portato la società alla sua prima vittoria nella storia.

Soprattutto poi volevo riportare la squadra in C siccome non si trovava in quella categoria non per via di una retrocessione bensì per scelte societarie.

Lavorando poi parecchio con i giovani ero anche cosciente che la Serie D non rappresentava l’ambiente idoneo per farli crescere. La Serie C, invece, potrebbe essere l’ambiento adatto essendovi anche un altro tipo di pallacanestro, ponendo l’asticella sempre più in alto.>>

 

Il vostro è stato un mercato caratterizzato da pochi innesti ma mirati, come ad esempio l’aggiunta di tre classe ’99. Oltre ad essi, è stato colmato il vuoto lasciato dalla partenza di Aldo Filippi. Quanto peserà il suo addio e quanto invece potrà dare Paolo Cupito?

<<Mi è venuta la pelle d’oca.  Per quanto mi riguarda la sua partenza pesa doppiamente perché ad Aldo mi lega un rapporto umano importantissimo sin dai tempi della prima esperienza a Mugnano oltre a quella alla Partenope. E’ un ragazzo che mi ha dato tanto e a cui penso di aver dato anche io tanto nel corso della sua carriera cestistica.

Dal punto di vista tecnico è un voto importantissimo essendo lui il nostro giocatore più rappresentativo, in campo riusciva a coprire più spot, andava a fare il lavoro sporco ma sopratutto aveva grande tecnica. L’abbiamo sostituito con Paolo Cupito che è un giocatore comunque importante e aspettiamo di vederlo all’opera.>>

 

Il Mugnano che si presenterà ai nastri di partenza della Serie C che tipo di squadra sarà?

<<Il mio pensiero è che le stagioni per non dichiararle fallimentari bisogna porsi degli obbiettivi. A me hanno insegnato che questi sono quelli di produrre titoli o produrre giocatori. Abbiamo fatto il salto di categoria, siamo una società che tende a fare un passo alla volta quindi quest’anno l’obbiettivo sarà quello di far crescere ulteriormente i ragazzi che già lo scorso anno hanno fatto la voce grossa in Serie D, in più magari lanciare qualche altro nuovo ragazzo appena arrivato a Mugnano, qualche 2001, e dunque avrò bisogno di un pò di tempo. Al cospetto di squadre che hanno fatto investimenti importanti, e sono parecchie, il nostro obbiettivo sarà quello di salvarci in tutti i modi: con le unghie e con i denti, all’ultima giornata o prima ma ci dobbiamo salvare. 

Come detto prima, la C Silver è la giusta categoria per noi, per far crescere i ragazzi ed è importante anche poter preservare gli sforzi fatti lo scorso anno. A tal proposito tanto di cappello ad Aldo, Alessandro Salvatore, Gaetano d’Angelo e Salvatore De Gregorio.>>

 

Infine, quale squadra vede candidata alla vittoria finale?

<<Seguendo questa estate i rumors di mercato posso dire che ci sono più squadre che hanno investimenti importanti ma davanti a tutte vedo tre squadre. La prima è Maddaloni poichè è formata da giocatori che hanno vinto campionati e sanno come si vincono e sono allenati da un ottimo allenatore quale Adolfo Patrillo. Angri invece è ormai da qualche anno che ci prova, fa degli sforzi importanti, programmazioni e sopratutto quest’anno si è affidata alla mano saggia di coach Massaro che per me rappresenta un punto di riferimento.

Pozzuoli e da anni è sempre lì, è quella squadra da vorrei ma non posso ma credo che le qualità tecniche sicuro non manchino.

Non bisogna però dimenticarsi di Bellizzi che sulla carta ha formato un squadra fenomenale poichè non solo ha confermato tutta la rosa dell’anno scorso ma ha aggiunto giocatori come Trapani, Esposito e Izzo da Solofra. Anche la stessa San Nicola negli ultimi giorni si sta muovendo tantissimo però come dicevo metterei le prime tre citate una gradino sopra le altre.>>

 

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About The Author

Mirko Pellecchia Nato e cresciuto ad Avellino. Studente, amo la pallacanestro in ogni sua forma essendo essa metafora della vita.