Pallacanestro Cantù, Davon Jefferson si racconta: "Ho sempre desiderato l'Italia"

Davon Jefferson, ala statunitense classe 1986, è l’ultimo acquisto della Pallacanestro Cantù del
proprietario Dmitry Gerasimenko.
32 anni il prossimo 3 novembre, Jefferson è nato e cresciuto in California, dove ha frequentato
la High School di Lynwood, un liceo con circa duemila e trecento studenti. Poi il college a Los
Angeles, alla Southern California University, prima di trasferirsi in Europa per una lunga carriera
nel mondo della pallacanestro professionistica, vissuta maggiormente tra Russia e Turchia.
«Non ero mai stato in Italia, questa per me è la prima volta e sono davvero emozionato. Non
solo come giocatore – racconta Jefferson – ma anche come turista. Ho sempre desiderato
visitare un Paese così affascinante come l’Italia. Tutte le estati, dopo che si era conclusa la
stagione sportiva, ho sempre provato ad organizzare un viaggio per visitare le città italiane ma
poi saltava tutto perché trovavo squadra e dovevo concentrarmi su altre cose. Mi dispiaceva
ogni volta, davvero. Poi si è presentata l’occasione di venire a giocare qui e, amando tanto
anche il cibo italiano, mi sono detto: “È finalmente arrivato il momento di andare in Italia”».
«Il cibo italiano – prosegue l’ala californiana – è sempre stato il mio preferito, quindi sono
sicuramente nel posto giusto. Scherzi a parte, per me sono stati importanti soprattutto i
racconti di alcuni miei amici che giocano in Italia, come Austin Daye e Victor Rudd. Oltre a loro,
in passato anche altri giocatori che conosco mi hanno sempre detto cose molto positive sulla
Serie A, sulla vita qui, sulle persone cordiali e sull’architettura dei monumenti. Uno di questi, ad
esempio, è Walter Hodge che ha giocato per Cantù qualche anno fa e che tra l’altro, come me, è
un grande amante del cibo italiano. Già anni fa mi aveva detto che qui si stava bene. Cosa mi ha
raccontato su Cantù? Che è un città piccola, dove però si vive bene. Poi mi ha detto che la città è
situata in un punto strategico, vicina sia a Como che a Milano».
Jefferson, che con Hodge ha giocato diversi anni a Porto Rico, ha vinto ben due campionati locali
con i Capitanes de Arecibo, nel 2016 e nel 2018. «I tifosi portoricani mi hanno davvero sorpreso,
sono fantastici. A tutte le partite di regular season c’erano almeno 4mila persone, nei playoff 9-
10mila, durante le Finals 13mila. Impressionante, la loro è una passione molto forte e la gente
sottovaluta questo, anche perché il livello in campo è molto buono, più di quanto non si pensi.
Tanti americani vanno lì a giocare perché si pratica una buona pallacanestro e perché si vive
bene».
Inevitabile, da losangelino, un commento su LeBron James ed i nuovi Lakers: «Devo essere
sincero, vederlo con quella maglia addosso non mi piace per niente. LeBron mi piace molto ma
ha scelto la squadra sbagliata, sono tutto tranne che un tifoso della franchigia gialloviola. Poco
prima di venire in Italia ho cenato una sera con uno dei miei più grandi amici, JaVale McGee, e
gliel’ho detto anche a lui: “Scusami ma per LeBron ai Lakers io non brindo!”».
Jefferson, arrivato in Brianza dopo aver disputato la passata stagione con ben tre maglie diverse
tra Turchia e Porto Rico, si appresta a fare il suo esordio nel campionato italiano nel match in
programma domenica prossima contro l’Aquila Basket Trento. Palla a due al “PalaBancoDesio”
alle ore 20:45. La nuova ala della Red October indosserà la maglia numero 41.

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