Permesso di soggiorno o visto turistico? Il basket alle prese con il problema del tesseramento degli extracomunitari

L’articolo 52 del  in materia di tesseramenti di atleti stranieri ed extracomunitari recita:

“1. La violazione delle norme previste dall’ordinamento dei Campionati in tema di partecipazione di atleti/e al di sopra o al di sotto di un limite di età, di atleti/e stranieri/e o di atleti/e non di formazione italiana in numero superiore a quello stabilito dalle norme federali, di atleti/e in prestito, o di allenatori sprovvisti della prescritta qualifica, determinano la posizione irregolare di atleti, di allenatori o di aiuto allenatori.

2. Qualora l’Organo federale competente accerti d’ufficio o su ricorso di Società avente legittimazione attiva, prima della omologazione della gara, che una Società vi ha partecipato con uno o più atleti, o con l’allenatore e/o l’aiuto allenatore in posizione irregolare, procederà alla omologazione della gara stessa come previsto degli artt.16, 40ter e 42 R.G. nonché con l’applicazione nei confronti della Società in difetto, di sanzioni disciplinari a carico dei dirigenti e degli atleti soggettivamente ed oggettivamente responsabili della violazione.

3. La posizione irregolare conseguente ad inosservanza alle norme relative alle modalità di tesseramento è determinante agli effetti dell’omologazione della gara soltanto se l’atleta è stato inserito in lista elettronica. Per tutte le violazioni alle norme di tesseramento degli allenatori od in tutte le violazioni alle norme di partecipazione alle gare contemplate dall’art. 49 del presente Regolamento, la posizione irregolare è determinata dalla semplice iscrizione a referto, indipendentemente dal fatto che i tesserati in difetto abbiano preso parte effettivamente alla gara”.

Una norma chiara solo in apparenza ma che, in realtà, si è prestata a molteplici interpretazioni. E che ha portato alla sentenza che, il 14 dicembre scorso, ha dato la vittoria a tavolino (20-0) agli avversari del Tigullio, autori dell’esposto contro l’irregolare tesseramento dello statunitense Panaggio da parte della dirigenza del Follo Basket.

Ripercorriamo i fatti. Lo scorso 16 ottobre, per la Serie C ligure, si affrontano il Tigullio Sport Team e il Basket Follo che, alla fine, la spunta di misura (61-58) grazie anche ai 35 punti di Panaggio. I dirigenti avversari non ci stanno e il giorno dopo presentano un ricorso sulla regolarità del tesseramento del giocatore (oltre a quella di Bozickovic) che viene accolto dal giudice della Fip ligure con la seguente decisione: “La gara viene omologata con il risultato a sfavore di 20-0 per posizione irregolare dei giocatori Panaggio M. Williams e Bozickovic Stefan, a determinata da inosservanza delle norme relative alle modalità di tesseramento (art.52 RE gare)”. In pratica, dalla documentazione prodotta emerge che i due atleti (che, agli inizi di dicembre hanno lasciato la società ligure proprio in conseguenza di questo problema burocratico) non sarebbero in possesso del permesso di soggiorno necessario.

Sembrerebbe emergere, quindi, un quadro in cui, in base al già citato articolo 52, non sarebbe valido per gli atleti extracomunitari il tesseramento grazie al visto di ingresso per lavoro, sport o turismo. La vicenda, però, è ben lontana dal chiudersi dato che, nel mondo del basket dilettantistico, casi del genere (cioè di atleti tesserati o con il contratto rinnovato in possesso del solo visto turistico) sono all’ordine del giorno. Si tratta per lo più di giovani, reclutati negli Stati Uniti (ma anche nei paesi balcanici e parte di quelli africani) che, magari dietro la promessa di uno stipendio fisso al mese più vitto e alloggio, accettano di buon grado di venire a giocare in Italia. Alcuni, per l’appunto, con il solo visto turistico, altri con il permesso per motivi di studio o lavoro, in pochi con il permesso di soggiorno effettivamente richiesto: complice una norma che non è del tutto chiara in tutti i suoi passaggi.

Non è un caso, perciò, che in attesa di chiarimenti univoci e definitivi, numerose società siano intenzionate a non schierare tali giocatori nelle prossime partite cercando, nel frattempo, di adempiere al procedimento burocratico per il permesso di soggiorno che eviterebbe ogni tipo di problema. Ma potrebbe anche non bastare: in Campania, ad esempio, è già partita la valanga di ricorsi inerenti a situazioni analoghe (LEGGI QUI LA NOSTRA INCHIESTA) a quella che ha visto coinvolta Tigullio e Follo. E l’impressione è che si sia appena all’inizio.

 

 

 

 

 

 

Commenta
(Visited 1674 times, 1 visits today)

About The Author

Claudio Pellecchia Nasce a Napoli il 07/09/1987. Giornalista sportivo e laureato in giurisprudenza, ammesso che le due cose possano coesistere. Aspirante storyteller folgorato sulla via di Federico Buffa, intende divulgare il verbo della palla spicchi al grido di "Ball don't lie!". Già fondatore di .it scrive di calcio per "Il Mattino", il "Roma", ilnumerodieci.it e Rivista Unidici.
читайте здесь

источник