Ragland é super e Avellino va avanti 2-1 nella serie

Dopo il colpo esterno in Gara 1, guidata da uno strabiliante Ragland (6/7 dall’arco), la Scandone Avellino ha ceduto il passo nella seconda sfida delle semifinali playoff.

Nella gara di domenica sera la reazione dei lagunari é stata furiosa,  la quale non ha lasciato scampo agli ospiti  hd non sono mai riusciti a prendere il comando del match.

Importante è stato l’utilizzo di Esteban Batista il quale, oltre ai 10 punti messi a refeto, é riuscito soprattutto a neutralizzare Kyrylo Fesenko, vera arma in più di Sacripanti in questa offseason.

Entrambe le squadre non cambiano le rotazioni e si presentano con gli stessi roster di Gara 2, con la Scandone che spera di ritrovare il vero Ragland dopo l’ultima opaca sfida mentre De Raffaele spera di poter contare di nuovo su Peric.

Il lungo croato, infatti ha fatto registrare il suo carrer high per punti (23) nella vittoria veneziana.

 

Come detto, non cambiano gli uomini ma i quintetto sí. Entrambi i coach,  infatti, decidono di schierare l’artiglieria pesante con Fesenko e Batista in campo fin dal primo minuto.

A dispetto di quanto possa suggerire l’utilizzo dei due big man, il primo quarto è stato all’insegna di una intensità folle, con entrambe le squadre che non hanno avuto un attimo di tregua per tutti i primi dieci minuti.

Avellino ha trovato ancora una volta tanta sostanza da parte di Adonis Thomas, capace di chiudere il primo quarto con 7 punti e senza nessun errore al tiro. L’intensità dei lagunari,  guidati da un Haynes da 6 punti e 3 rimbalzi,  non la si é vista però solo in attacco ma soprattutto in difesa. La Reyer ha infatti portato l’attacco della Sidigas a forzare spesso e volentieri tiri allo scadere dei 24.

A 2 minuti dal termine del primo quarto cade il gelo sul Del Mauro. Joe Ragland, infatti, torna negli spogliatoi per via di un fastidio alla caviglia sinistra.

Mentre risale di nuovo in cattedra Thomas, il pubblico avellinese può tirare un sospiro di sollievo quando il loro numero #1 torna a sedersi in panchina ad un minuto dalla fine.

Avellino chiude in scia, con 20 punti segnati tutti dal quintetto titolare,  mentre i 22 di Venezia si ripartiscono tra i 12 dei titolari e i 10 della panchina.

 

Ragland torna in campo senza problemi e comincia in campo i secondi 10 minuti.

Con una tripla di Filloy, ed un ‘And 1’ di McGee, Venezia prova a dare un primo strappo alla partita ma la proverbiale tripla di Marques Green, andando verso sinistra dopo il Pick And roll, accorcia di nuovo le distanze.

Come da consueto piano partita, Ragland e Green cominciano andando cercare con più insistenza Fesenko; scelta che a differenza della scorsa gara sembra dare i frutti sperati avendo segnato l’ucraino 6 punti di fila, oltre ad aver catturato altrettanti rimbalzi e ad aver subito 4 falli.

I valori in campo sembrano essersi ribaltati con gli uomini di De Raffaele che non riescono a tirare prima della sirena dei 24 pur trovando lo stesso la via del canestro grazie a Bramos e ad un McGee che va a segno per ben due volte con una giocata da 3 punti.

Se l’obbiettivo della Scandone era quello di limitare Peric ci è riuscita eccome nel primo tempo,  limitando l’ala croata ad appena 2 punti mentre il pari loro Leunen continua a travestirsi da playmaker e a saziare assist (4 sugli 11 totali,  al pari di Ragland).

L’attacco dei padroni di casa sembra esserci inceppa fin quando il professor Logan non decide di risalire in cattedra e di ricucire il Gap con 2 bombe d fila. Un Ragland  chirurgico dalla lunetta nelle ultime dalla azioni della partita gli fa il paio e si va negli soogliatoi in perfetta parità sul 43 pari.

 

Terza frazione più spettacolare che mai con ben 9 triple messe a segno, 4 per Avellino e 5 per gli ospiti.

Con Cusin in campo fin dal primo minuto del terzo quarto,  l’intensità della metà campo bianco verde é ingestibile per i lagunari che vanno nel pallone più totale. Il centro della nazionale si rende protagonista infatti di alcune giocate incredibili,  come le due stoppate di fila su Ejim, oltre che a vestire i panni di facilitatore smazzando ben 4 assist, rarità assoluta per lui.

Se gli schemi di De Raffaele sembrano non funzionare al meglio,  l’attacco di Avellino comincia invece a segnare a raffica, spinto da un sontuoso Joe Ragland nei primi 5 minuti della ripresa che mette a refeto 7 punti di fila a cui aggiunge altri 3 assist.

Nel finale di quarto però la scena se la prende senza ombra di dubbio David Logan.

L’ex Sassari,  che era rimasto calmo fino a quel momento, da sfogo al tutto il suo estro segnando la bellezza di 10 punti di fila senza alcun errore dal campo. Il play 35enne sembra aver tagliato le gambe ad una Venezia scivolata fino al -15 la quale,  però, con un McGee chirurgico dai 6,75 ed uno Stone che segna allo scadere da centrocampo,  riesce a chiudere il quarto sotto solo di 8 lunghezze.

 

Se nella terza frazione il playmaker di Springfield aveva lasciato la scena a Logan, nell’ultimo quarto Ragland domina letteralmente la partita.

Sacripanti azzarda un quintetto piccolissimo, con i tre playmaker più Leunen e Zerbini e questa mossa lo ripaga in pieno,  anche in virtù della ottima attitudine dell’ex capitano di Brindisi, capace di cambiare su tutti i ruoli.

I punti di fila di Joe in questa frazione sono 9, ovviamente senza errori (8/10 e 4/7 da 3 finale) e danno il via al break decisivo della Scandone.

Venezia, a suon di triple (4 nel quarto, 15 totali su 34 tenttuvi), prova a restare attaccata alla partita ma a quel punto salgono in cattedra i senatori Green e Leunen che ristabiliscono le distanze.

I lagunari, con un McGee autore di 19 punti,  provano a non arrendersi del tutto ma Ragland in contropiede segna i punti 32 e 33 che sigillano il successo avellinese in questa Gara 3.

 

SIDIGAS AVELLINO: Zerini 3, Ragland 33, Green 8, Logan 21, Leunen 5, Cusin, Randolph,  Fesenko 11, Thomas 15

REYER VENEZIA: Hayes 19, Ejim 9, Peric r, Stone 8, Bramos 3, Tonut 5, Filloy 3, Ress 3, Batista 5, Viggiano 5, McGee 19

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About The Author

Mirko Pellecchia Nato e cresciuto ad Avellino. Studente, amo la pallacanestro in ogni sua forma essendo essa metafora della vita.
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