Remer Treviglio, la carica di coach Vertemati: "Siamo una squadra giovane che ha tanti margini di miglioramento, lavorando uniti possiamo fare bene"

Tra le possibili sorprese di questo campionato di serie A2, anche quest’anno la Remer Treviglio si è dimostrata squadra competitiva composta da una fucina di giovani molto interessanti pronti alla categoria e sapientemente messi in campo dall’ottimo lavoro svolto finora da coach Adriano Vertemati, capo allenatore della compagine bergamasca dal 2011. Abbiamo raggiunto proprio il coach della Blu Basket a soli due giorni dall’importante partita di domenica contro la Lightouse Trapani.

Qual è secondo lei il primo piccolo bilancio tracciato dopo i mesi iniziali di lavoro con la squadra?

<<Sicuramente il lavoro che abbiamo svolto finora è stato molto positivo, i ragazzi si sono messi fin da subito a disposizione del nostro staff tecnico cercando di comprendere bene sia il nostro sistema offensivo che difensivo, abbiamo un nucleo importante di ragazzi giovani che possono reggere la categoria ma abbiamo allo stesso tempo avuto forse finora dei problemi a dimostrare in campo quanto stiamo lavorando duramente in allenamento  ma siamo una squadra giovane che ha bisogno di tempo e che ha margini di miglioramento enormi, per cui speriamo di fare sempre meglio settimana dopo settimana>>

Siete reduci dalla sfortunata sconfitta esterna contro Siena, che partita è stata?

<<Abbiamo più di un rimpianto riguardo il match di domenica scorsa, è stata una partita equilibrata nella quale l’approccio è stato giusto (i 26 punti nel solo primo quarto lo testimoniano) e nella quale siamo riusciti nell’intento di limitare quanto più possibile i loro due americani, purtroppo abbiamo pagato alcune sbavature in momenti importanti dell’incontro ed i troppi errori ai liberi, penso però che per quello che i ragazzi hanno fatto vedere in campo la partita può essere vista sotto molti aspetti positivi, cercheremo di imparare dai nostri errori per migliorare e per farci trovare ancor più pronti>>

Vi aspetta ora una partita importante contro Trapani, che partita sarà quella di domenica?

<<Quella di domenica sarà una partita molto importante, loro sono tra le favorite al salto di categoria quindi sarà un po’ un duello alla Davide contro Golia, dovremo essere sicuramente più concentrati rispetto all’ultima uscita casalinga contro Ferentino e bravi ad aggredirli dal primo minuto sia in attacco che in difesa per cercare al massimo di limitare il loro potenziale>>

Dopo un inizio positivo siete reduci da due sconfitte di fila, cosa è mancato e cosa può farvi cambiare marcia?

<<Credo che le ultime due sconfitte vadano poste su due piani differenti perché differente è il modo in cui sono arrivate, Ferentino ha tirato e mosso la palla meglio di noi che in quel frangente siamo mancati troppo in aggressività, contro Siena invece è stata una partita diversa e più equilibrata nella quale abbiamo sicuramente fatto dei passi in avanti rispetto alla precedente ed in cui con qualche errore in meno ed un po’ di fortuna in più potevamo arrivare alla vittoria. Dobbiamo prender coscienza del fatto che siamo una squadra che ha forse meno talento rispetto ad altre nel girone ma che deve dimostrare di poter competere con tutti perché è squadra, sono convinto che lavorando insieme possiamo fare davvero bene>>

Lei è alla guida di Treviglio dal 2011 quindi avrà certamente un rapporto speciale con tutto l’ambiente, che augurio fa ai suoi tifosi per il resto della stagione?

<<Innanzitutto voglio salutare e ringraziare i nostri tifosi perché non mancano mai di dimostrarci il loro affetto,  anche nella partita contro Ferentino ci hanno sostenuto anche quando l’incontro era ormai compromesso e sono rimasti ad applaudirci anche dopo la fine del match. L’augurio è quello di continuare a regalare loro emozioni ogni volta che vengono a vederci al palazzetto, vogliamo trasmettere a tutti loro la nostra voglia di vincere sia perché abbiamo ancora tanto da dimostrare sia soprattutto perché se lo meritano>>.

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About The Author

Andrea Amato Studente di sociologia, giocatore di pallacanestro, napoletano dalla testa ai piedi ed innamorato dello sport più bello del mondo dal 1994. Devoto a Pete Maravich, ai San Antonio Spurs e alla pizza.
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