Sasha Vujacic: "Tutti uniti per il grande basket a Torino"

Vedere Sasha Vujacic in allenamento, a poco più di una settimana dal suo arrivo a Torino, aiuta a rispondere al quesito di molti del dove risieda l’arma in più del grande campione. Nella capacità di calarsi immediatamente in una nuova realtà e passare senza colpo ferire, nel caso specifico, dal Madison Square Garden di New York, da sempre teatro dei più grandi eventi mondiali e casa della sua ultima squadra NBA, alla palestra Panetti. Intensità e voglia di sudare sono uguali, perchè la palla a spicchi genera in Sasha stimoli non comuni: “Da ragazzo ho provato molti sport – ricorda – come il calcio e la pallavolo, ma il basket mi ha immediatamente rapito, unico e insostituibile”.

Giovanissimo, eccolo a Udine. Cosa ricordi di quel periodo?: “Tante cose positive e molti amici, che hanno continuato a seguirmi nel corso della carriera e con i quali sono rimasto in contatto. L’Italia mi è sempre piaciuta – prosegue – per la gente, il modo di vivere, il cibo. Ci sono sempre tornato volentieri ed eccomi a Torino, pronto per questa nuova esperienza”.

Una scelta anche di vita, la tua?: “L’ultima stagione non è certo stata perfetta e per molte ragioni. Avevo ed ho voglia di giocare, dare ancora tanto al basket. Mi hanno parlato bene di Torino, diversi amici e personaggi del mondo dello sport. Tra questi Alex Del Piero, con il quale si è creato da anni un rapporto particolare (mi ha regalato anche la sua maglia del Mondiale vinto dall’Italia nel 2006). Mi ha descritto Torino con le sue tante opportunità e mi sono sentito attratto ancora prima di conoscerla. Avevo anche altre opzioni, non lo nego, ma la scelta si è indirizzata verso la Fiat Torino anche per queste ragioni sommate a quelle prioritarie di una Società giovane e ambiziosa, con un Dirigenza, a partire dal Vice Presidente, appassionata con la quale ho instaurato un feeling immediato, e della guida di uno dei migliori coach d’Europa con il quale condivido la voglia di vincere e fare bene”.
Un obiettivo stagionale di Sasha Vujacic?: “Non amo fare proclami ma assicuro di mettere il cuore in campo e lavorare giorno dopo giorno per costruire un grande gruppo a fianco dei miei nuovi compagni. Non dobbiamo bruciare le tappe ma pensare ad una partita per volta con l’obiettivo di vincerne il più possibile e far divertire i nostri tifosi. L’appello è quello di vedere sempre il PalaRuffini stracolmo ed unire la passione cittadina, al di là delle fedi calcistiche, attorno al basket. Ne abbiamo bisogno e voglio contribuire a riportare la Torino cestistica ai fasti che mi hanno detto essere stati della città e della squadra molti anni fa, sia in Italia che in Europa. Metterò tutta la mia esperienza e la passione per il gioco al servizio di questa causa. Il roster è forte e profondo, ma occorre un po’ di tempo per assemblarlo. Stiamo lavorando tutti intensamente, giovani e meno giovani, per riuscire a farlo”.

Il sogno invece già realizzato?: “Vincere il titolo NBA, con i Los Angeles Lakers e bissare il successo. Emozioni incredibili e difficili da descrivere. Questa però è storia e la filosofia che mi piace seguire è cogliere ogni attimo della vita, gustare quotidianamente cosa offre, in campo e fuori”.

Tra i molti amici speciali di Sasha spicca il nome del compagno di sempre, nei Lakers, Kobe Bryant: “Un fenomeno che mi ha insegnato molto – sorride lo sloveno di Maribor – e che ho sempre considerato un fratello maggiore. Con lui ho sempre condiviso la voglia di vincere, un po’ di pazzia, la cura quasi maniacale per il dettaglio, anche per quanto concerne la cura del proprio fisico. E’ grazie a questa che oggi mi sento ancora un ventenne pieno di vigoria”. Motivato e curioso, l’ultimo grande arrivo in casa Fiat Torino: “Sono ancora alla ricerca di un alloggio in centro perchè voglio vivere la città nei momenti liberi, uscire e incontrare i volti della gente che spero impari presto ad amarmi. Visitare anche le molte bellezze di Torino, dai musei ai teatri, assistere quando possibile ai match di calcio delle due formazioni in serie A, inserirmi pienamente nel tessuto sociale di quella che considero la mia nuova casa”.
L’allenamento è appena terminato e Sasha si presta con grande disponibilità all’abbraccio dei piccoli tifosi assiepati sulle tribune della Panetti. E’ entrato nel gruppo usando il carisma e l’umiltà che sono caratteristiche tipiche dei big d’ogni tempo ma è il suo sguardo verso il pallone che cattura anche l’osservatore più neutrale, di sana furia agonistica. Torino, ne siamo sicuri, lo saprà ben presto eleggere tra i propri beniamini.

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