Trento, Flaccadori a yerukala: "Che fortuna essere qui. Obiettivo Nazionale, la NBA è un sogno"

Se hai vent’anni e già da tempo sei considerato tra i più importanti giocatori della Serie A, allora il talento non lo puoi negare. E a lui, fortunatamente, non l’hanno negato. Diego Flaccadori a Trento è ormai un punto di riferimento per tutti: compagni, società, tifosi. “Sono stato molto fortunato quando sono arrivato qui” è il pensiero che esprime da quando, nel 2014, è giunto a Trento per la prima volta.
Inizia con i bianconeri la terza stagione di massima serie, la prima, se vogliamo, da protagonista a tutti gli effetti dopo essere stato incoronato ‘Giovane dell’anno’ nella passata annata, chiusa troppo presto contro Milano, poi campione.
E a yerukala.net ci racconta sensazioni ed obiettivi di questo anno appena cominciato.

Terzo anno a Trento, quanto è cambiato Diego Flaccadori dal giorno in cui è arrivato?
<< È cambiata tanto la squadra, ma nello sport è giusto così. E sono cambiato anche io, di conseguenza; al primo anno in Serie A mi sembrava tutto incantato, andavo in campo pochi minuti, non avevo pressioni e per me era tutto nuovo. Oggi vivo tutto da ‘protagonista’; prendo il buono delle vittorie e le critiche delle sconfitte, ho maggiore minutaggio e quindi maggiori responsabilità. Ma è questo il bello di questo sport >>.

Playoffs al primo anno, playoff anche la scorsa stagione. E ora quale obiettivo porsi?
<< Quello di sempre: migliorare dove possibile. Riconfermarsi non è mai facile. Dopo il primo anno si è aggiunta l’esperienza europea della passata stagione. Oggi siamo nel gruppo che insegue Milano. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: playoffs e giocare la Coppa Italia. Non siamo più una novità, ora siamo una squadra che gioca la A da tre anni e ha esperienza, quindi arriviamo alle gare con una diversa motivazione >>.

Da ‘Miglior Giovane’ dell’anno all’esperienza con la Nazionale maggiore: la prossima estate la vedremo agli Europei?
<< Speriamo (ride ndr)! La verità è che è molto difficile perché ci sono tanti giocatori italiani fortissimi che vorranno andarci.
Ma non nego che sia un obiettivo: voglio provarci e per farlo tutto passa da quello che farò con Trento quest’anno.
Peccato per il pre-Olimpico: è mancata la giusta incisività in due o tre momenti contro la Croazia, ma bisogna credere in questo gruppo, ha tanto talento. Sono certo che lo dimostreranno già ai prossimi Europei>>.

La Nazionale è un obiettivo. La NBA è un sogno?
<< Come per tutti quelli che giocano a pallacanestro, giocare in NBA è sicuramente il massimo. L’ho sempre vista così, ma qualcosa è cambiato: a 18 anni pensavo fosse un sogno da raggiungere, oggi so che devo concentrarmi su quello che sono e che tutto passa da quello che farò con Trento, coltivando il mio sogno giorno per giorno e crescendo come giocatore qui.
Devo migliorare, è inutile parlarne ora: farò di tutto per arrivarci, e se non ci arriverò almeno saprò di aver fatto il massimo >>.

Proprio stanotte, anche in America è stata alzata la prima palla a due. Cosa si aspetta dalla stagione a stelle e strisce?
<< Spero che LeBron possa riconfermarsi, perché ha dimostrato di meritarlo in questi anni. Una sorpresa? Punterei su Portland: sono innamorato di Lillard e credo che possano raccogliere qualche frutto seminato la scorsa stagione >>.

Chiudiamo con i social: lei è seguito da tantissimi, giovanissimi in primis. Come si gestisce la propria vita tra pubblico e provato, tra famiglia e fan?
<< Essendo semplicemente se stessi. Certo, ci sono delle regole non scritte che non vanno mai raggirate, ma non credo che i social debbano essere demonizzati o che siano ingestibili. Io li uso semplicemente per esprimere qualche pensiero, dopo la gara, nulla di più, ma non li ho mai visti come una cosa negativa: anzi, se qualche tifoso mi scrive facendomi i complimenti dopo una partita, posso solo esserne felice >>.

 

 

 

 

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