"Un canestro per amico": i Charlatans e la cultura del playground a Napoli

Chi è nato a Napoli lo sa. Il cuore della città va al ritmo di un pallone da calcio. Tanto più che i fasti di Lynn Greer e compagnia sono lontani dieci anni e solo adesso, con il progetto della Cuore Basket Napoli, si comincia a vedere la luce in fondo ad un tunnel fatto di sei fallimenti in otto anni. Tanti, troppi. Eppure tutto sembra normale, tanto più in un contesto in cui i ragazzi non hanno mai avuto nemmeno un luogo in cui ritrovarsi per fare due tiri in un canestro degno di tal nome.

Almeno fino ad oggi. Almeno fino a quando Giancarlo Garraffa, presidente della i, ha coinvolto le istituzioni locali in un progetto ambizioso: restituire a Napoli la pallacanestro, consentendone la pratica in luoghi pubblici e in modo assolutamente gratuito, attraverso la donazione e l’installazione di canestri anti-vandalizzazione, completamente in acciaio sul modello dei playground statunitensi, in diverse zone della città. “Un canestro per amico” è stato presentato in occasione di una conferenza stampa tenutasi giovedì 19 gennaio, presso la storica Fondazione del Banco di Napoli, alla presenza dell’assessore allo Sport Ciro Borriello, tra i più entusiasti sostenitori di quest’ iniziativa.

All’inizio i Charlatans hanno operato in totale autonomia, facendosi carico di tutte le spese necessarie. Poi, visto il successo dell’iniziativa (i primi canestri sono stati già montati alla Mostra d’Oltremare e alla scuola Sarria di San Giovanni a Teduccio), hanno deciso di unirsi all’associazione , avviando una campagna di crowfounding sulla piattaforma ( il link per fare una donazione). L’obiettivo è semplice: raccogliere il maggior numero di fondi possibile per dare ad ogni quartiere della città un canestro nuovo di zecca e, per usare le parole dello stesso presidente, «restituire alla nostra adorata pallacanestro un pò del bene che ci ha regalato in termini di formazione, amicizie, soddisfazioni, ricordi indelebili nel tempo».

Perché è proprio questo il punto. Creare dei luoghi di aggregazione in cui i ragazzi possano divertirsi praticando uno sport mai come questa volta metafora della vita: «Noi pensiamo che questi playground siano importantissimi per la qualità del movimento cestistico napoletano – continua Garraffa – perché sono rare occasioni di ricreazione sana e sportiva per i nostri ragazzi e anche per noi stessi. Cosi ci siamo messi in testa di aumentare concretamente le possibilità di giocare GRATIS al basket in ogni quartiere della nostra città in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Abbiamo visto che si può fare; finanziandoci in proprio abbiamo già allestito, con eccellente riscontro, due campi pubblici  e vogliamo continuare l’avventura ed ampliare il progetto anche a Pozzuoli. Col tempo speriamo che questi luoghi diverranno punti di riferimento per i giovani e siamo convinti saranno importanti anche per la formazione di nuovi giocatori che potranno sperimentare e migliorare i dettagli del loro gioco fuori da ogni schema e indicazione».

Un’idea meravigliosa e che potrà essere realizzata con il contributo dell’intera comunità, cestistica e non: «In questa nuova fase avere al nostro fianco ogni appassionato di pallacanestro è importantissimo e stiamo avendo delle testimonianza meravigliose. Chiunque può salire in corsa e darci una mano, sarà il benvenuto. Non è una questione di misura, ciascuno può partecipare secondo le proprie disponibilità e secondo la propria sensibilità».

Commenta
(Visited 142 times, 1 visits today)

About The Author

Claudio Pellecchia Nasce a Napoli il 07/09/1987. Giornalista sportivo e laureato in giurisprudenza, ammesso che le due cose possano coesistere. Aspirante storyteller folgorato sulla via di Federico Buffa, intende divulgare il verbo della palla spicchi al grido di "Ball don't lie!". Già fondatore di .it scrive di calcio per "Il Mattino", il "Roma", ilnumerodieci.it e Rivista Unidici.
Кэшбери хайп

https://gefest-sv.kiev.ua