Virtus Bologna, Sacripanti: "La mia Virtus lavora con serenità, mi fido di lei"

Virtus Segafredo parte alle quattro del pomeriggio verso Trieste, per affrontare la prima trasferta del campionato di Serie A PosteMobile (domani, Allianz Dome, palla a due alle 20.45, diretta su RaiSport ed Eurosport Player), il primo appuntamento di un’avventura piena di fascino per un gruppo nuovo di zecca, che Stefano Sacripanti sta assemblando con la forza del lavoro quotidiano in palestra. L’Alma è la neopromossa che riporta in Serie A la gloria e la storia di una piazza innamorata della pallacanestro: a Trieste ci sono fermento ed entusiasmo, il coach bianconero lo sa ed è pronto ad immergersi con i suoi giocatori nel clima delle partite che valgono, finalmente, due punti.

“Il precampionato è finito, è stato lungo e intenso, abbiamo lavorato tanto, sul campo e fuori. Cercando di mettere insieme una squadra con tanti giocatori nuovi, dare delle regole e un’impostazione tecnica offensiva e difensiva. Credo che per ora questo gruppo abbia dimostrato grande serietà in tutto ciò che ha fatto. Non ha preso sottogamba niente, in nessun  momento. Forse l’unica cosa negativa è stata il fatto di non avere mai avuto la squadra al completo, il che non mi ha aiutato ad allenarmi ad allenare questi ragazzi, ma ora tutto questo è finito, da domani c’è la palla a due, ci sono i due punti che contano, e finalmente si butta in campo tutto questo lavoro. Ci sono tanta emozione, tanta carica, e tante aspettative. Andiamo in una città che mi è cara, un posto di pallacanestro dove ho tanti amici e vedo tanta passione. Sarà un campo caldissimo, noi dovremo fare le nostre cose cercando di fare la nostra partita, aumentando i minuti di qualità e di superare i break negativi”

“Il precampionato ha detto delle verità, perché abbiamo fatto le cose con grande serietà. Si è provato molto, abbiamo sistemato giochi d’attacco, siamo partiti in difesa con certe problematiche che abbiamo migliorato con il lavoro quotidiano e sistematico. Siamo una squadra che è partita da zero e deve pian piano salire”.

“Sappiamo quello che ci attende, e che dobbiamo focalizzarci su quello che sappiamo e dobbiamo fare. Il campo ci darà risposte e ci indicherà strade da percorrere. Fisicamente ci siamo tutti, chiaro che non posso non tener conto del fatto che Qvale bene o male è stato fuori un paio di settimane, o della distorsione alla caviglia di Kravic, per cui solo oggi lo abbiamo risparmiato. Ma non ci nascondiamo dietro questi aspetti: ci siamo tutti, e giocheremo come dobbiamo”.

“La scelta di dare i gradi di capitano a Qvale? Brian ha dimostrato dal primo giorno di essere un uomo, uno che ha grande senso di responsabilità nei confronti di tutti, uno che mette sempre davanti le problematiche del gruppo rispetto a quelle individuali. In più, è uno che ne ha viste tante, in giro per l’Europa. E’ stata una scelta presa tutti insieme, con la società, e personalmente non mi sono fatto influenzare da nessuno. Credo che in questa pallacanestro moderna, un gruppo si trovi insieme per una stagione, se va bene, e non bisogna guardare chi è qui da più tempo, o cose del genere. Contano le qualità umane, l’esperienza, la capacità che ha uno come Brian di essere abbastanza “operaio”, e gli faccio un complimento. Penso che possa capire e rispettare le problematiche del gruppo”.

“L’obiettivo a medio termine sarà qualificarci per la Coppa Italia, e a lungo termine agguantare i playoff. Quindi dovremo essere bravi ad avere una gestione di più giocatori in tutte le partite. Per questo un po’ mi è dispiaciuto non provare tutta la squadra insieme almeno in una partita”.

“Trieste è un avversario forte, che ha un allenatore che sa dare identità a una squadra. Ha un pubblico molto caldo ed entusiasta. Ma io credo che quest’anno il livello del campionato si sia alzato molto, penso davvero che non sempre sia più bello quello che succedeva in passato, come spesso si sente dire. Con la liberalizzazione passaportuale e la formula del 6+6, mi sembra che le squadre non abbiano affatto scherzato. Non esiste partita facile, né squadra materasso. Ce n’è una illegale, Milano, che ha preso giocatori di fascia altissima anche economicamente parlando. Però ogni partita sarà una storia a sé, e io credo che due punti in più o in meno possano cambiare fortemente la classifica”.

“Certezze? Fin qui la serietà e l’apprendimento di quello che si è fatto in palestra, giorno dopo giorno. Chiaro che non abbiamo i quaranta minuti, il precampionato ha detto questo. E la squadra forse è un po’ inesperta, non scafata o particolarmente maliziosa. Ma nell’arco di questa prestagione tanti errori banali sono stati superati, e questo mi dà fiducia”.

“Con una squadra come Trieste, sul loro campo, credo che il controllo del ritmo sarà determinante. Sappiamo chi abbiamo davanti, sappiamo chi mancherà loro. Abbiamo lavorato su di noi, ma il fatto di averli già incontrati in precampionato ha facilitato il lavoro”.

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