Virtus Padova-Rekico Faenza, la sfida al vertice più inaspettata

Domenica a Rubano tra la Broetto Virtus Padova e la Rekico Faenza, reduci da due vittorie prestigiose, un’inaspettata sfida al vertice della serie B.

Se domenica scorsa i faentini sono riusciti nell’impresa di fermare la corsa di Orzinuovi (63-60), una delle cinque squadre favorite per il salto alla serie A, la Broetto ha fatto ancora meglio andando a schienare il Cento, un’altra delle cinque, addirittura in casa propria. Così i due avversari si trovano lanciatissimi ai vertici della classifica: a quota 4 c’è la Rekico, che dopo l’inattesa sconfitta dell’esordio nel campo di Reggio Emilia ha asfaltato Cagliari alla seconda giornata (69-37), addirittura in testa a punteggio pieno c’è la Broetto che mancava a questi livelli dal lontanissimo 1992, l’anno della promozione in serie A con la casacca sponsorizzata Fracasso.

Virtus Padova e Faenza oltre che per l’impresa di domenica scorsa sono legate da altre affinità. Entrambe sono al secondo anno nella categoria, hanno un organico equilibrato, senza stelle dal curriculum sfavillante e soprattutto giocano una pallacanestro fatta di tante rotazioni e grande difesa.

Lo conferma coach Friso nell’intervista rilasciata a Paola Marini per Il Pappagallo, l’Organ House distribuito in occasione delle partite interne dei virtussini: «La squadra è al secondo anno di serie B, con un progetto molto ambizioso. Molto solida, che prosegue anno per anno una crescita costante e programmata. Ricerca sempre uno step superiore senza giocatori di grande livello. Hanno un bacino d’utenza molto elevato e questo consente loro di affiancare al gruppo di veterani giocatori più giovani, molto interessanti che provengono dai vivai della zona. L’allenatore, Marco Regazzi, ex giocatore di serie B, fa parte di questo progetto già da qualche anno».

Nell’organico dei romagnoli spicca Casadei, ma ci sono due lunghi molto efficaci come Silimbani e il giovane Donadoni, coetaneo del nostro Ferrara, degli esterni dalle mani calde come il play Perin, la guardia Penserini e l’ala Pini, un all-round come Iattoni su cui l’anno scorso aveva puntato l’ambiziosa Forlì.

«Daniele Casadei, 1981, 200 cm, è il giocatore più importante – dice Friso – vero dominatore, con esperienze di A1 e A2, gioca dentro e fuori l’area. Tecnica eccellente, dalla grande forza fisica, cresciuto all’Andrea Costa Imola, ha giocato in piazze prestigiose, vinto la Coppa Italia e da due anni è tornato a casa. Jacopo Silimbani, 1986, 202, ala-centro atipica con un eccellente tiro da fuori, faentino doc, ha fatto le giovanili alla Virtus Bologna, giocato in A2 a Imola e costruito una buona carriera tra A2 e B1. Giovanni Penserini, guardia, 1988, 192, prodotto del vivaio della Scavolini Pesaro, giocato in B a Senigallia, Ravenna, Legnano dove ha fatto la promozione in A. Luigi Boero, 1985, play di riserva, figlio di Bruno Boero, uno degli allenatori italiani più famosi, ex responsabile del settore giovanile della Benetton, grande allenatore di settori giovanili oltre che di prime squadre. Ha insegnato a tirare al figlio molto bene da tre. A questi veterani si affiancano i giovani: Marco Perin, play titolare, 1993, 199 cm, cresciuto nel vivaio della Mens Sana Siena, già  con buone esperienze di B, esplosivo, molto pericoloso, buon attaccante, il miglior realizzatore della squadra. Riccardo Iattoni, ala piccola, 1992, 198, cresciuto alla Virtus Bologna, nella stagione 2014-15 capocannoniere della C a Forlì, di grande prepotenza fisica, e forte personalità. Emanuele Pini, 1985, 197, ala che può giocare sia da 3 che da 4 con ottimo tiro da fuori, fratello di Giovanni che gioca a Verona, entrambi provengono dal vivaio di Reggio Emilia. Alessio Donadoni, 1997, 194, gioca in tutti i ruoli esterni ma soprattutto 2 e 3, giovanili a Cantù e l’anno scorso a Lissone in C è stato uno dei migliori realizzatori di tutto il campionato. Enrico Di Coste, vicentino, 1995, 218, cresciuto nelle giovanili di Vicenza e Marostica ma negli ultimi tre anni è stato negli USA, prima in una high school, poi alla North Wood University nel Michigan, giocatore con buone mani, con qualche presenza nella Nazionale Under 20».

La partita di domenica scorsa ha permesso a coach Friso di istruire i suoi ragazzi sulla pericolosità di una squadra che non si arrende mai: «E’ una squadra dove giocano tutti e 10 in rotazione – continua il coach con Paola Marini – senza esprimere un capocannoniere. Ha fatto una grande impresa domenica scorsa battendo l’Orzinuovi, sono stati sempre sotto, anche in doppia cifra ma nell’ultimo quarto hanno ribaltato l’inerzia della partita andando come il vento».

Faenza arriverà a Rubano molto carica, nella Broetto non è ancora certo il rientro di Stojkov, sarà comunque una partita combattuta tra due squadre in grande autostima, tanta voglia di continuare e con i risultati dalla loro. Una partita da non perdere!

Commenta
(Visited 27 times, 1 visits today)

About The Author